Professione Camionista http://www.professionecamionista.it Mon, 23 Oct 2017 13:18:04 +0000 it-IT hourly 1 Il virtuale pesa: è la rivincita degli autotrasportatori http://www.professionecamionista.it/2056/il-virtuale-pesa-e-la-rivincita-degli-autotrasportatori/ Mon, 23 Oct 2017 13:15:42 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2056 L’editoriale di Professione Camionista di novembre 2017!

Da un po’ di tempo ci sentiamo dire frasi “incoraggianti” del tipo «L’autotrasporto è alla frutta», «Ormai viaggia tutto sul Cloud…», «Le consegne le faranno i droni»… e via dicendo, ma il mondo non va sempre come sperano i pessimisti. Anzi, a volte si rovescia e succede che la nuvola, dove si appoggiano i dati digitali (e che dovrebbe far crepare di fame i trasportatori) abbia bisogno di essere lei trasportata su un camion. Detta così sembra un delirio e quindi ci spieghiamo meglio…

Che cos’è lo Snowmobile?

Amazon, il gigante del commercio on-line, ha presentato Snowmobile, cioè hard disk giganti che hanno il compito di immagazzinare temporaneamente i dati. Funziona così: un grande gruppo che, per esempio, deve traslocare, ordina l’attrezzatura Snowmobile. I tecnici di Amazon arrivano, si collegano ai computer aziendali, scaricano (in modo sicuro) tutti i dati nello Snowmobile e poi li trasferiscono in magazzino (fisico, non sulla nuvola). Il motivo è ovvio: se tanti dati fossero inviati attraverso una connessione (anche super rapida), il trasferimento durerebbe anni. In questo modo, invece, gli Snowmobile vengono caricati al massimo in dieci giorni. Ma a questo punto nasce una domanda: questi Snowmobile che vanno su e giù per le aziende, chi li porta? Colpo di scena: un camion. Anzi, un Kenworth. Perché anche i dati, quando sono tanti, pesano. E vanno trasportati via autostrada con un camion e con un camionista.

La rivincita degli autotrasportatori

È la rivincita degli autotrasportatori, senza i quali – ormai si sa – la nostra civiltà non può andare avanti. Possiamo inventarci la nuvola digitale, i dati virtuali, un universo senza peso, ma alla fine ci vuole sempre un camion che si carica tutto sulle spalle. Ora, visto che siamo così importanti (e lo Snowmobile è una prova che non si discute) non potremmo trovare un modo per farci pagare un po’ meglio?

Il nuovo numero di Professione Camionista è in edicola dal 27 ottobre! Non lasciartelo scappare.

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Migliorare il dolore alle mani dopo una giornata al volante http://www.professionecamionista.it/2051/migliorare-il-dolore-alle-mani-dopo-una-giornata-al-volante/ Wed, 18 Oct 2017 14:41:34 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2051 Prova questi semplici esercizi per migliorare i piccoli dolori articolari dopo una giornata trascorsa al volante

Avere dolori articolari o problemi artrosici possono rendere difficile arrivare a fine giornata, soprattutto se siete costretti a passare tutta la giornata al volante. Esistono alcuni semplici esercizi che vi permetteranno di alleviare questi fastidi e la tensione accumulata nelle mani, migliorandone la mobilità. Prova!

Ovviamente, se si tratta di un dolore persistente, rivolgiti al tuo medico di fiducia!

1/ Quando hai le mani molto rigide, prova a stringerle in un pugno mantenendo il pollice verso l’esterno. Ripeti l’esercizio qualche volta, distendendo e contraendo le dita.

2/ Prova a mettere la mano su una superficie piana e sollevare ogni singolo dito, portandolo il più in alto possibile. Continuate ad alternare le dita. 

3/ Per sgranchirti al meglio la mano fai un pugno e piega verso l’interno il pollice. Tieni premuto per alcuni secondi e poi distendi la mano! Anche questo esercizio deve essere ripetuto più volte. 

4/ Se hai anche le braccia intorpidite dalla posizione di guida prova ad allungare le braccia e muovere la mano, prima verso l’alto e poi verso il basso. 

5/ Infine, tenendo la mano aperta, fai in modo che il tuo pollice vada a toccare ogni dito. Ripeti l’operazione tre o quattro volte.


Fonte.

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Il platooning sulle strade americane: è realtà http://www.professionecamionista.it/2048/il-platooning-sulle-strade-americane-e-realta/ Mon, 16 Oct 2017 09:24:06 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2048 Daimler Trucks continua a testare il platooning sulle autostrade: i camion connessi digitalmente sono il futuro

Daimler Trucks continua a testare il platooning sulle autostrade: presto i camion viaggeranno connessi digitalmente. Sta accadendo in America, per la precisione fra l’Oregon e il Nevada, dove l’azienda sta testando due Freightliner New Cascadia abbinati in configurazione semirimorchio. Il platooning implica la presenza di due o più camion connessi digitalmente come in una carovana: in questo modo, e grazie alla guida autonoma, si punta alla sicurezza dei truck stessi e ad migliore condizione di benessere per l’autista, che sarà sottoposto a minor stress. Inoltre, il platooning punta anche a ridurre le emissioni dannose all’ambiente, riducendo i consumi di carburante e quindi la distanza fra i truck.

La Daimler Trucks  spera di applicare il prima possibile il platooning alle varie flotte di camion, come ad esempio alle spedizioni, ai reparti logistici e anche alla formazione dei guidatori del futuro. E dal 2018, l’azienda americana sperimenterà, grazie alla collaborazione di importanti clienti, la connessione digitale dei camion sulle strade del Paese. Secondo i primi studi, questa tecnologia ci permetterà di ridurre gli incidenti, causati da errori umani, del 94%. Una percentuale assurda!

 

 

 

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PNEUMATICI: concorrenza sleale dalla Cina? http://www.professionecamionista.it/2044/pneumatici-concorrenza-sleale-dalla-cina/ Fri, 06 Oct 2017 09:06:48 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2044 È ufficiale: la commissione europea apre un procedimento antidumping sugli Pneumatici cinesi nuovi e ricostruiti per Camion e bus.

Cambia la musica sul mercato degli pneumatici in Europa? Si direbbe proprio di sì.

Ad agosto, mentre molti erano in vacanza, sulla Gazzetta Ufficiale della Commissione Europea è stato pubblicato un “Avviso di apertura di un procedimento antidumping concernente le importazioni di pneumatici nuovi e ricostruiti per autobus o autocarri originari della Repubblica popolare cinese”. Un annuncio per molti versi atteso, che fa tirare un sospiro di sollievo ai produttori europei, soprattutto nel settore cruciale dei ricostruiti di qualità, che negli ultimi anni hanno accusato ripetute flessioni di mercato, proprio a causa degli pneumatici a basso costo importati dal gigante asiatico.

Complice la crisi, anche il settore pneumatici, in particolare nel segmento ricostruiti, ha visto un’invasione di prodotti a basso prezzo. Ma forse la concorrenza è stata sleale…

A quanto si legge sulla Gazzetta Ufficiale, la Commissione ha ricevuto una denuncia formale da parte di un gruppo di aziende che rappresentano quasi la metà della produzione europea di pneumatici nuovi e ricostruiti per autobus e autocarri. I prodotti sotto inchiesta sono quelli, originari della Repubblica popolare cinese, attualmente classificati con i codici NC 4011 20 90 e 4012 12 00. Il denunciante ha fornito elementi di prova del fatto che le importazioni degli pneumatici in esame hanno avuto una ricaduta negativa sulle quantità vendute e sulla quota di mercato detenuta dalle aziende dell’Unione, con pesanti ripercussioni economiche e occupazionali.

L’inchiesta dovrà essere conclusa entro 15 mesi dalla data di pubblicazione dell’avviso (novembre 2018), ma possono essere istituite misure provvisorie entro 9 mesi dalla pubblicazione (maggio 2018).

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La svolta green: arriva il primo aereo di linea elettrico http://www.professionecamionista.it/2041/la-svolta-green-arriva-il-primo-aereo-di-linea-elettrico/ Tue, 03 Oct 2017 09:52:56 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2041 Non solo il mondo degli autotrasporti è impegnato nella ricerca di nuove soluzioni elettriche: arriva il primo aereo di linea

Negli ultimi mesi vi abbiamo parlato più volte della svolta elettrica del mondo dei trasporti ci basti pensare ai numerosi progetti lanciati sul mercato, che sono pronti a rinnovare completamente il mondo della strada entro pochi anni. L’ultima notizia riguarda invece il mondo aereo: in particolare, la compagnia low cost EasyJet si starebbe impegnando nella realizzazione di un aereo completamente elettrico che, secondo le prime notizie, potrebbe essere lanciato ufficialmente nel mondo del trasporto aereo entro pochissimi anni. La EasyJet sarebbe in particolare al lavoro con la Wright Electric, una compagnia specializzata nella realizzazione di aerei ad energia elettrica.

Tuttavia, un vero e proprio aereo di linea completamente elettrico sarebbe un’enorme novità, e EasyJet si prepara ad essere la prima compagnia a porsi su questa scia, con un progetto che sarà nei cieli entro dieci anni. Per il momento sembra che il nuovo prototipo potrà percorrere brevi tratte, inferiori ai 540 km, riducendo però le emissioni di CO2 del 15%.

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Il camion senza cabina e senza autista http://www.professionecamionista.it/2036/il-camion-senza-cabina-e-senza-autista/ Thu, 28 Sep 2017 14:00:26 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2036 E’ arrivato il primo camion elettrico, a guida autonoma e di livello 5: senza cabina di guida e senza autista

La notizia era nell’aria: la ricerca nel campo della guida autonoma e del controllo remoto dei veicoli in movimento si fa sempre più serrata, era inevitabile che alla fine qualcuno pensasse a un vero e proprio camion robot, in grado di gestirsi (più o meno) da solo. In questa corsa verso la fantascienza è appena arrivato un nuovo protagonista: la società svedese Einride, una start up ad altissimo contenuto tecnologico, che si è subito fatta notare grazie a un prototipo che va decisamente oltre tutte le soluzioni finora sperimentate. Il suo T-Pod, infatti, è un camion elettrico, a guida autonoma, che non prevede la presenza di una cabina di guida.

Nessun autista a bordo del T-POD

Il T-Pod è un camion a tutti gli effetti, progettato e realizzato per adattarsi alle situazioni tipiche del moderno trasporto merci. Il primo prototipo realizzato viene  gestito in remoto da una centrale operativa, ha una lunghezza di 7 metri, un’autonomia di 200 km e può trasportare 15 euro pallet con appena 1 kWh di energia  consumata ogni km. Secondo quanto dichiarato dai dirigenti della Einride, l’obiettivo dell’azienda è quello di arrivare con la prima messa in strada, in Svezia, a  prendere in carico merci per un valore non inferiore ai 200 milioni di euro. Insomma, il T-Pod non è un semplice esercizio di stile, ma ha alle spalle un piano di  sviluppo con obiettivi di mercato già chiari. E per quello che riguarda le previsioni per la sua messa in strada, si parla del 2020, quindi in diretta concorrenza con  i progetti già esistenti, come quello di Daimler, con il Future Truck Mercedes-Benz.

Leggi l’articolo completo nel nuovo numero di Professione Camionista! In edicola dal 29 settembre.

 

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MERCEDES: i ricambi si fotocopiano http://www.professionecamionista.it/2033/mercedes-i-ricambi-si-fotocopiano/ Thu, 28 Sep 2017 13:43:40 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2033 Mercedes produce ricambi 3D come se fossero ricambi tradizionali…

Da più di un anno la divisione Customer Services & Parts di Mercedes utilizza la tecnica della stampa in 3D per produrre parti di ricambio in materiali plastici. Questa nuova tecnologia si è affermata con successo come metodo di produzione supplementare ed è particolarmente adatta per la produzione di piccoli lotti. Ma la vera novità è arrivata con l’estate: una stampante 3D in grado di produrre componenti in metallo! Da oggi, la Casa di Stoccarda potrà produrre anche strutture  metalliche complesse e resistenti al calore con l’innovativa tecnologia di stampa in 3D. Il primo pezzo di ricambio prodotto, un copri termostato per Unimog, ha  superato tutti i test.

Mercedes: soluzioni all’avanguardia

«Con l’introduzione di questa tecnologia – spiega Andreas Deuschle, responsabile marketing e operazioni in servizi di assistenza – Mercedes riafferma il suo  ruolo pionieristico. Garantiamo che le parti in metallo 3D hanno la stessa funzionalità, affidabilità, durata e redditività dei componenti realizzati in modo  tradizionale». Le componenti metalliche prodotte con la stampa in 3D si distinguono per la loro elevata resistenza al calore e all’usura, come Mercedes ha  dimostrato con una serie di test molto accurati. Questo sistema si rivela utile per la produzione in piccole quantità di componenti metallici particolarmente sollecitati e stressati termicamente.

Da oggi, molte parti del motore in metallo potranno essere prodotte con un semplice “click”. La produzione in 3D è iniziata con parti in alluminio che sono ottime per densità e purezza rispetto alle solite parti in alluminio pressofuso, e sono anche convenienti, perché non richiedono costosi lavori di sviluppo o acquisti di  utensili speciali. Le aree interessate alla stampa in 3D sono: parti del motore periferiche in metallo, parti dei sistemi di raffreddamento, trasmissioni, assi e telai.

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Arriva l’autocarro da 1200 km con un pieno http://www.professionecamionista.it/2027/arriva-lautocarro-da-1200-km-con-un-pieno/ Mon, 25 Sep 2017 14:49:51 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2027 Un autocarro a zero emissioni pronto a percorrere fino a 1200 km: un futuro sempre più vicino

Ma ve lo immaginate un camion a zero emissioni e con un autonomia fino a 1200 km? Sembra follia, invece è il nuovo camion a idrogeno con trazione elettrico, in grado di fare un pieno in appena 15 minuti. Questo gioiellino è stato appena presentato dalla Nikola Motor Company e dalla Bosch che lo hanno ribattezzato “Autocarro elettrico a lunga percorrenza” e sembra anticipare i veicoli commerciali del futuro. Un futuro che, a quanto pare, non è poi così lontano.

Un camion che ha il doppio della potenza di qualsiasi altro semirimorchio in circolazione, con batterie da 320 kWh, più di 1.000 CV e 2.712 Nm di coppia.

Il segreto di questo nuovo autocarro, pare essere un sistema svilupato da Bosch, chiamato “eAxle”, una specie di power unit modulare che si adatta a diversi tipi di veicolo.

Foto via: www.repubblica.it/motori/

Quando arriverà il nuovo “Autocarro elettrico a lunga percorrenza”?

Ci sono ancora molti dubbi a riguardo. Entro il 2021, il nuovo camion dovrebbe essere commercializzato e il prezzo è ancora top secret, anche se, preannuncia la Nikola, sarà davvero concorrenziale. Trevor Milton, fondatore e CEO dell’azienda, ha detto: Stiamo perseguendo con grande determinazione il nostro obiettivo di introdurre nel mercato il semirimorchio più innovativo mai costruito prima. Bosch ci ha messi in condizione di presentarci sul mercato in tempi rapidi con soluzioni hardware e software innovative”.

 

 

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Nissan e-NV200: il primo ufficio mobile 100% elettrico http://www.professionecamionista.it/2022/nissan-e-nv200-il-primo-ufficio-mobile-100-elettrico/ Thu, 21 Sep 2017 12:45:23 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2022 Che cos’è l’e-NV200? Il primo ufficio mobile, attrezzato di tutto e completamente elettrico

L’e-NV200 è il primo ufficio mobile al mondo. Al suo interno ha tutto il necessario per svolgere il proprio lavoro: si tratta di un furgone dotato di qualsiasi comfort, proprio come se fosse un ufficio in pianta stabile. Un altro vantaggio? Il furgone è completamente elettrico e ad emissioni zero, con ricarica super veloce: in 30 minuti, raggiunge l’80% della carica.

Al suo interno potrete approfittare di: scrivania, sedie, internet, telefono, sistemi audio bluetooth, mini frigo, macchinette del caffè e potremmo andare avanti all’infinito.

Da Parigi a Pechino: Dongfeng e Renault-Nissan lanciano la eGT New Energy Automotive per sviluppare e vendere veicoli a zero emissioni

Su questa scia di ricerche e impegno nei veicoli a zero emissioni, irrompe sul mercato un nuovo protagonista nell’universo dell’autotrasporto mondiale. Parliamo della eGT New Energy Automotive, già al lavoro sul progetto di un veicolo elettrico interconnesso e intelligente destinato all’immenso mercato cinese. La eGT nasce certamente sotto una buona stella, considerando che è il frutto dell’alleanza di due veri giganti nel settore: Renault-Nissan e Dongfeng.

Un progetto ambizioso: ma Dongfeng e Renault-Nissan sono Leader indiscussi

In questo nuovo e ambizioso progetto, Renault- Nissan porta in dote la propria leadership mondiale nel campo dei veicoli elettrici a emissione zero, mentre Dongfeng mette sul piatto un’indiscussa capacità nella produzione di qualità a basso costo. Insomma, i presupposti ci sono tutti per ottenere un prodotto allo stesso tempo tecnologicamente avanzato ed economicamente conveniente. E con questi giganti al lavoro possiamo stare certi che la concorrenza non potrà stare ferma a guardare: aspettiamoci in tempi brevi nuove alleanze e soprattutto una nuova generazione di veicoli sempre più convenienti, sia come costi che come consumi.

 

 

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Sistemi di sicurezza contro gli incidenti stradali http://www.professionecamionista.it/2018/sistemi-di-sicurezza-contro-gli-incidenti-stradali/ Tue, 19 Sep 2017 13:14:59 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2018 Come diminuire i rischi su strada? Volvo Truck crea un sistema di sicurezza contro gli incidenti stradali

I maggiori costruttori di camion si stanno impegnando affinché le strade di tutta Europa diventino più sicure, così stanno nascendo dei sistemi di sicurezza intelligenti e innovativi, in grado di diminuire i rischi su strada.

In prima linea in questa direzione si posiziona Volvo Trucks a sostegno di una guida più sicura. L’azienda punta già da qualche anno su sistemi di guida intelligente, che contribuiscano ad aumentare la connessione fra il conducente e la tecnologia a bordo. L’obiettivo di questi sistemi è di avvertire l’autista di un potenziale pericolo prima del possibile incidente. I sistemi di sicurezza sono in grado di prevenire tutti questi problemi arrivando anche a conseguenze drastiche, come l’immobilizzazione del veicolo.

Guarda il video sul sistema di sicurezza Volvo Truck!

 

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Come si aiutano i camionisti nei guai? http://www.professionecamionista.it/2014/come-si-aiutano-i-camionisti-nei-guai/ Thu, 07 Sep 2017 15:21:49 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2014 A Bressanone c’è un centro multilingue di soccorso stradale per camionisti nei guai…

Siamo stati a Bressanone, in provincia di Bolzano, per vedere come funziona un centro di soccorso collegato a DKV. Si tratta di una struttura che nasce da  Roland, compagnia tedesca di assicurazione internazionale e uno dei principali partner per l’assistenza di DKV in Europa. In Italia, Roland opera con APS (Assistance Partner Service), società affiliata partecipata al 100% da Roland Assistance, che gestisce le chiamate provenienti da Italia e Svizzera. Il lavoro è diviso in due: da una parte c’è APS che effettua l’assistenza stradale, dall’altra c’è Roland che invece paga per conto di DKV e quindi per conto del cliente finale.

Ma che cosa succede se un camion si ferma improvvisamente per strada?

Come sempre, tutto comincia con una chiamata dell’autista. La chiamata arriva al centro APS che ha sede a Bressanone, proprio perché in Alto Adige è più facile  trovare personale che parli italiano e tedesco. In più, agli addetti alle chiamate di soccorso si richiede sempre una terza lingua, in modo che un autista, da qualunque Paese provenga, possa essere aiutato nel modo migliore. Appena chiarito il tipo di problema, parte il soccorso. Può essere un furgone officina che sistema il guaio direttamente sulla strada, oppure può intervenire un mezzo di soccorso (una forca) che solleva il camion e lo porta in officina insieme al  semirimorchio. Secondo le statistiche DKV, il 92% dei danni viene riparato direttamente sul luogo, senza troppi problemi e senza far perdere tempo al  trasportatore. Una volta risolto il guasto, di solito bisogna passare alla cassa… ma anche qui, in casi particolari, la soluzione arriva tramite DKV.

In caso di necessità, si può attivare, tramite la carta, un servizio di anticipo contante, che serve per pagare multe o biglietti di ritorno (per es. se l’autista viene  derubato), e che può essere usato per fare rifornimento in stazioni non DKV. Un grande trasportatore può fornire ai suoi autisti una carta di credito, ma se ci  sono problemi, può intervenire ancora DKV, che ovviamente controlla che sia tutto in ordine e poi, in tempi rapidi, anticipa il denaro. E, se l’autista ha bisogno  d’aiuto, DKV non lo lascia solo, pagando – per esempio – spese extra come i costi di un pernottamento. In questo modo, il cliente si  sente protetto anche in quelle “giornate sfortunate” che ogni tanto capitano. E, in quei casi, avere qualcuno che capisce davvero i problemi e che sa dare il consiglio giusto, è importante.

Assistenza per camionisti 24 ore su 24!

Il lavoro di assistenza si sviluppa 24 ore su 24, sette giorni su sette, ed è seguito da personale con molta esperienza, che non solo conosce i problemi cui può  andare incontro un camion, ma anche quelli di un camionista, che magari si trova nei guai con la polizia di un altro Paese. «Ogni giorno – dicono al centro  soccorso APS – riceviamo dalle 300 alle 350 chiamate, ma ci sono picchi che arrivano fino a 600 richieste d’aiuto. Spesso, sono piccoli problemi, come una  gomma a terra, ma altre volte si tratta di una carta di credito che non funziona proprio quando si è appena fatto il pieno. E noi interveniamo cercando sempre di  dare una mano e di risolvere l’emergenza nel più breve tempo possibile». Perché un autotrasportatore non si può fermare e DKV e i suoi partner lo sanno bene.

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TESLA: arriva il camion elettrico http://www.professionecamionista.it/2009/tesla-arriva-il-camion-elettrico/ Mon, 04 Sep 2017 15:12:58 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2009 Tesla vuole rivoluzionare il mondo dei trasporti con un’incredibile camion elettrico: arriva il Semi-Truck

Sono molte le aziende che decidono di abbandonare i combustibili fossili a favore di un’energia più green e attenta all’ambiente. Su questa scia, si inserisce e si riconferma Tesla, che non si accontenta delle auto elettriche e decide di proporre il camion. Così, è stata lanciata in rete una piccola anteprima di quello che si preannuncia essere non solo un camion elettrico, ma un vero e proprio punto di svolta

Fonte: electrek.co/guides/tesla-semi/

 

Che cos’è il Semi-Truck lanciato da Tesla e cosa dovremmo sapere?

Quel che sappiamo è che si chiamerà Semi-Truck, e da quanto possiamo intuire dalle prime immagini rilasciate, l’aspetto sembra essere super tecnologico e futuristico, con linee sinuose e una cabina enorme, di tutto rispetto. Stando alle prime indiscrezioni, il Semi-Truck avrà un’indipendenza variabile fra i 320 e i 480 km, ovviamente di molto inferiore a quella di un classico truck a benzina. C’è ancora spazio di miglioramento ma per Tesla non sembra essere un problema che, punta sul fatto per cui il 30% dei camion americani percorre proprio quel range massimo di chilometri giornalieri. Anche per questo il piccolo Semi-Truck potrà essere utilizzato senza problemi. 

Sarà proprio questo mese, a settembre, che Tesla presenterà il suo primo “trattore”, in grado di trainare un rimorchio con la sola energia elettrica. Il progetto è stato tenuto sotto stretto riserbo per tutto questo tempo, perchè il grande imprenditore americano sembra volersi giocare il tutto per tutto. L’obiettivo generale dell’operazione, non è soltanto quello di mettere su strada camion non-inquinanti, ma anche quello di aumentare la sicurezza dei viaggi con guida autonoma. Se il prototipo Tesla entrasse ufficialmente in uso su ampia scala, il mondo dei trasporti sarebbe completamente rivoluzionato. Non ci resta che attendere i prossimi mesi per saperne di più.

 

 

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Il più grande TRUCK STOP del mondo http://www.professionecamionista.it/2005/il-piu-grande-truck-stop-del-mondo/ Fri, 01 Sep 2017 13:24:57 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2005 Il più grande TRUCK STOP del mondo è Iowa 80: offre servizi da sogno, con un museo, due casinò, un barbiere, un destista, il pronto soccorso, un’officina, una chiesa e molto altro

La Interstate 80 è lunghissima. Parte da San Francisco, in California, passa per dodici Stati e arriva a New York City. Come importanza nella movimentazione di  merci e persone, questi quasi 5000 km di asfalto, realizzati tra il ’59 e il ’65, sono considerati gli eredi della mitica Route 66.

Lungo la Interstate 80, nei pressi della cittadina di Walcott, nello stato dell’Iowa, nel 1964, prima ancora che la strada fosse terminata, la Standard Oil costruì e avviò un piccolo truck stop, cioè  un’area di servizio dove i camionisti potevano fermarsi per tirare il fiato e riposarsi un po’. Con il tempo, però, l’Iowa 80 comincia a crescere e tutto per merito di un uomo eccezionale che si chiamava Bill Moon.

Quando Bill Moon acquistò l’Iowa 80

Negli anni ’60, Bill Moon si occupa di comprare i terreni e di costruire le stazioni di servizio della Standard Oil sulla Interstate 80 che, chilometro dopo  chilometro, sta avanzando. Dopo appena un anno, però, quell’angolo di quiete, circondato da campi di granturco, lo conquista e, nel 1965, l’Iowa 80 passa sotto il  diretto controllo di Bill Moon. All’inizio, il truck stop non è diverso dalla maggior parte delle aree di servizio di quel periodo. Ci sono un modesto negozietto, un  paio di pompe di carburante, una piccola officina e un ristorante affidato alla gestione di una famiglia del luogo. Niente di più. Ma Bill non è lì per farsi crescere  l’erba sotto i piedi…

Oggi all’Iowa 80 si trova proprio tutto

 Oggi l’Iowa 80 offre ai truckers un ristorante da 300 coperti, il cui buffet è ormai leggendario, tre fast food di tre differenti catene;  24 docce singole, un modernissimo teatro con un centinaio di posti, due casinò, un barbiere, un dentista, un posto di pronto soccorso, un enorme store, un’officina, un’assistenza Caterpillar, uno spazio vendita usato, uno “show room” per veicoli nuovi, un centro attrezzato per stampare o ricamare livree su camion, divise, magliette e cappelli, due lavaggi automatici, una banca, una chiesa, un piccolo, ma ricchissimo, museo, da qualche tempo anche un chiropratico e  un piazzale per 900 camion con rimorchio, 250 vetture e 20 autobus da grande linea. «Nei suoi quasi cinquant’anni di vita – racconta una pubblicazione ufficiale – Iowa 80 ha seguito di pari passo l’evoluzione del trasporto americano, mantenendo sempre e comunque vivo quel carattere di casa lontano da casa, con il fine  di servire al meglio chi vive nel trasporto».

4Da 29 anni, qui si  tiene il Walcott Truckers Jamboree, un raduno che rappresenta un omaggio del titolare ai camionisti locali, ma che, con il tempo, è diventato uno degli eventi più  importanti degli States, con 45 mila presenze all’anno.

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Le cinque strade più solitarie al mondo http://www.professionecamionista.it/1996/le-cinque-strade-piu-solitarie-al-mondo/ Wed, 30 Aug 2017 15:27:18 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1996 Ci sono strade al mondo, in cui anche un camionista si sentirebbe davvero solo. Queste cinque strade sono le più solitarie del pianeta, e qui si viaggia davvero tranquilli. Forse anche troppo!

5/ Le strade più solitarie del pianeta: in Brasile la Rodovia Transamazonica

Foto via: www.magnusmundi.com

Dalla costa atlantica fino a Lábrea, nel cuore dell’Amazzonia: 4 mila km di poco asfalto, tanta terra e tantissimo fango che quando piove si trasformano in una  trappola mortale. A dire il vero, la BR 230 (questo il nome ufficiale) in alcuni tratti è anche molto trafficata, mentre in altri, se si incontra qualcuno, è meglio farsi  il segno della croce. Un consiglio: se a qualcuno scappa la pipì, è meglio non entrare nella foresta per farla. Qui tutti hanno fame e denti aguzzi, anche le formiche!

4/ In Russia: “La Strada delle Ossa”

Foto via: www.ilmondosecondome.com

Il vero nome è SS M56 Lena: 2300 km che confluiscono nella P504 Kolyma, per altri 2000 km nel nulla mortale della Siberia. Costruite a partire dal  1925, insieme formano la “Strada delle Ossa”, un lugubre soprannome legato al fatto che, secondo la leggenda, il suo asfalto è un misto di terra, ghiaia e ossa di chi l’ha costruita, cioè migliaia di oppositori del regime di Stalin, condannati ai lavori forzati. Alla fine del 2017 cambierà nome e diventerà la A360, ma  di certo non cambierà soprannome.

3/ Le strade solitare dell’Australia: Anne Beadell Highway

Foto via: www.hemamaps.com

Tra tutte le strade solitarie dell’Australia, è difficile decidere quale sia la meno trafficata o la più remota. Siccome ci sentiamo romantici abbiamo scelto la Anne  Beadell Highway, così chiamata in onore della moglie del suo costruttore, Leo Beadell. Sono 1350 km di terra battuta tra le cittadine di Laverton
e Coober Pedy. Costruita tra il 1953 e il 1962, sul suo tragitto non c’è nulla, a parte una stazione di servizio gestita da aborigeni. Perfetta per un panino con lucertola arrosto.

2/ Strada solitaria in Argentina: la Ruta Nacional 40

Foto via: freddaudon.com/ruta-40

È l’equivalente sudamericano della Route 66 statunitense: 5 mila km dalla frontiera con la Bolivia, a nord, fino alla Terra del Fuoco, in faccia al Polo Sud. Attraversando tutto il Paese, Patagonia compresa. È quasi tutta asfaltata, tranne gli ultimi 200 km a sud, dove non c’è nulla, a parte una natura meravigliosamente incontaminata, e che non è raro percorrere senza incontrare anima viva, in compagnia solo del rumore del proprio motore.

1/ La strada più solitaria del mondo è in Canada: la Tranda Taiga Road

Foto via: www.lonelyplanet.com

Ed ecco il nostro campione di solitudine: la Trans Taiga Road, 666 km nel profondo nord canadese, costruiti dalla Hydro-Québec per raggiungere una delle più  grandi centrali idroelettriche del pianeta. Per il resto qui non c’è nulla, a parte la foresta boreale, regno di alci e orsi. Occhio al carburante: per 500 km non si fa rifornimento e per il soccorso stradale tocca fare un mutuo (sempre se riuscite ad arrivare a uno dei 12 telefoni di emergenza – uno ogni 55 km – visto che qui non c’è campo).

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L’uomo che resiste a tutti gli incidenti http://www.professionecamionista.it/1992/luomo-che-resiste-a-tutti-gli-incidenti/ Fri, 25 Aug 2017 15:14:31 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1992 Che aspetto ha l’uomo capace di resistere ad ogni incidente?

Come dovrebbe essere un corpo umano, per resistere a uno scontro sulla strada? La domanda se l’è posta la Commissione Incidenti Stradali dello stato australiano di Victoria, che ha deciso di andare fino in fondo alla faccenda, pagando un team di esperti, periti e medici che insieme a una scultrice, Patricia Piccini, di chiare origini italiane, hanno praticamente progettato l’uomo indistruttibile, battezzato Graham.

Per resistere ad ogni scontro su strada, bisogna anche essere brutti da far paura…

La cosa può sembrare uno scherzo, ma in realtà fa parte di una campagna di sensibilizzazione contro gli incidenti stradali, che mira a ricordare a tutti come il nostro corpo si sia evoluto per sopravvivere al massimo a un capitombolo in corsa, non certo a uno scontro in autostrada. Detto questo, Graham ha il corpo che sembra un airbag, il cranio super-rinforzato e ammortizzato per proteggere il cervello, la faccia piatta per assorbire meglio i frontali e la linea della schiena che sembra avere incorporato le moderne protezioni dei piloti di superbike. È anche bruttissimo da far paura, ma non si può avere tutto nella vita.

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