Professione Camionista http://www.professionecamionista.it Tue, 28 Aug 2018 07:54:04 +0000 it-IT hourly 1 Il camionista morto nel crollo del Ponte Morandi salva tre persone http://www.professionecamionista.it/2408/il-camionista-morto-nel-crollo-del-ponte-morandi-salva-tre-persone/ Tue, 28 Aug 2018 07:54:04 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2408 Camionista morto salva tre vite Marian Rosca è l’autista morto all’Ospedale di Genova per le ferite riportate nel crollo del Ponte Morandi. I familiari hanno consentito l’espianto di tre organi che sono stati trapiantati ad altri pazienti in Italia. Il giornale online Rotalianul, comunica che i reni sono andati a due bambini e il fegato a […]

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Camionista morto salva tre vite

Marian Rosca è l’autista morto all’Ospedale di Genova per le ferite riportate nel crollo del Ponte Morandi. I familiari hanno consentito l’espianto di tre organi che sono stati trapiantati ad altri pazienti in Italia. Il giornale online Rotalianul, comunica che i reni sono andati a due bambini e il fegato a un paziente di Padova.
Il camionista era nato a Curtisoara, in Romania, ma viveva in Francia, dove lavorava per un’azienda di traslochi. Quel maledetto 14 Agosto stava viaggiando sul ponte Morandi in compagnia di un collega Anatolii Malai. Mentre Malai è morto sul colpo,
Rosca, inizialmente nella lista dei dispersi e poi riconosciuto dal fratello, è stato salvato e trasferito in gravi condizioni all’ospedale San Martino.
La mattina del 18 agosto, l’autista è morto e i familiari hanno dato il consenso per l’espianto degli organi, che hanno salvato altre tre persone.

 

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Problemi con la sua ditta di autotrasporti: si suicida imprenditore di Leinì http://www.professionecamionista.it/2406/problemi-con-la-sua-ditta-di-autotrasporti-si-suicida-imprenditore-di-leini/ Mon, 27 Aug 2018 08:42:14 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2406 Si suicida noto imprenditore  Nel Torinese siamo di fronte al terzo suicidio per motivi economici nel giro di pochi mesi. Egidio Calafiore, 69 anni, era il titolare di una ditta di autotrasporti di Leinì. L’uomo, residente a San Benigno Canavese è stato trovato impiccato nel capannone che usava come deposito camion; nessun messaggio per spiegare l’estremo […]

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Si suicida noto imprenditore 

Nel Torinese siamo di fronte al terzo suicidio per motivi economici nel giro di pochi mesi.
Egidio Calafiore, 69 anni, era il titolare di una ditta di autotrasporti di Leinì.
L’uomo, residente a San Benigno Canavese è stato trovato impiccato nel capannone che usava come deposito camion; nessun messaggio per spiegare l’estremo gesto ma nell’ultimo periodo l’imprenditore aveva l’incubo del fallimento e il suicidio potrebbe essere collegato a questa improvvisa crisi economica che ha portato la sua azienda a perdere in poco tempo molte commesse importanti.
I Carabinieri stanno indagando ma per ora nessuna conferma ufficiale sulle motivazioni del gesto. 

 

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Ladro di “erre”: la poesia del 1962 che ha predetto la fine del ponte Morandi http://www.professionecamionista.it/2400/ladro-di-erre-la-poesia-del-1962-che-ha-predetto-la-fine-del-ponte-morandi/ Fri, 24 Aug 2018 12:51:28 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2400 La poesia di Gianni Rodari  Questa poesia è di Gianni Rodari, un poeta per bambini che vedeva molto lontano. E infatti ha descritto nel 1962 quello che è successo a Genova oggi. Ladro di “erre” C’è chi dà la colpa alle piene di primavera, chi al peso di un grassone che viaggiava in autocorriera: io […]

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La poesia di Gianni Rodari 

Questa poesia è di Gianni Rodari, un poeta per bambini che vedeva molto lontano.
E infatti ha descritto nel 1962 quello che è successo a Genova oggi.

Ladro di “erre”

C’è chi dà la colpa alle piene di primavera,
chi al peso di un grassone
che viaggiava in autocorriera:
io non mi meraviglio
che il ponte sia crollato,
perché l’avevano fatto
di cemento “amato”.
Invece doveva essere
“armato”, s’intende,
ma la “erre” c’è sempre
qualcuno che se la prende.
Il cemento senza erre
(oppure con la erre moscia)
fa il pilone deboluccio
e l’arcata troppo floscia.
In conclusione, il ponte
è colato a picco
e il ladro di “erre”
è diventato ricco:
passeggia per la città,
va al mare d’estate,
e in tasca gli tintinnano
le “erre” rubate.

Ci viene da pensare che, dal 1962 a oggi, di storie così ne sono successe tante! E che non ci volevano doti “magiche” per immaginare che i ponti, se li fai “al risparmio” e non li tieni d’occhio, crollano solo perché ci passa sopra “un grassone che viaggiava in autocorriera”.

Gianni Rodari

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Camionista? Si, ma negli Stati Uniti http://www.professionecamionista.it/1139/camionista-si-ma-negli-stati-uniti/ Fri, 24 Aug 2018 10:00:43 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1139 Mission possibile: camionista negli Stati Uniti È capitato a tanti di sognare di piantare baracca e burattini. Qualcuno ha pensato anche di mettersi al volante di quei bellissimi musoni cromati che viaggiano sulle highway americane, ma che cosa bisogna fare per realizzare un sogno così magico? La strada è difficile, ma con molta determinazione e […]

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Mission possibile: camionista negli Stati Uniti

È capitato a tanti di sognare di piantare baracca e burattini. Qualcuno ha pensato anche di mettersi al volante di quei bellissimi musoni cromati che
viaggiano sulle highway americane, ma che cosa bisogna fare per realizzare un sogno così magico? La strada è difficile, ma con molta determinazione e con i consigli giusti, si può fare. Ci sono però due condizioni alle quali non si scappa: bisogna sapere l’inglese e ci vuole un visto. E qui, spieghiamo tutto…

Camionista negli Usa: il visto di lavoro temporaneo

La legislazione USA in mateia di immigrazione prevede alcune categorie di visti di “non immigrazione” per coloro che desiderano lavorare solo per un periodo temporaneo negli States. Per una professione come il camionista è previsto un visto di tipo “H”. Condizione necessaria è che si parta dall’Italia già con una richiesta di lavoro di una ditta americana, ovvero un Labor Attestation temporaneo approvato dal Ministero del Lavoro degli U.S.A. Come facciamo? Se non si conosce nessuno negli Stati Uniti (ma sarebbe meglio avere un aggancio), si possono consultare alcuni siti dove datori di lavoro e agenzie postano le nuove offerte e forniscono informazioni su come inviare la propria candidatura.

Camionista negli Usa: i documenti necessari  

Dopodiché il datore di lavoro statunitense deve presentare il modello I-129 al US Citizenship and Immigration Service.
In questo modulo si richiede l’ammissione del lavoratore sul territorio USA. Se approvata, la domanda d’ammissione sarà inoltrata al consolato di competenza. Presso il consolato americano in Italia, prima di partire bisognerà presentare la seguente documentazione: modulo di richiesta visto DS-160; passaporto valido; una foto tessera; ricevuta di pagamento della tariffa consolare presso banca BNL; modello I-797 originale rilasciato dall’Ufficio Immigrazione negli USA.

La Green Card: La Green Card, cioè il Permesso di Soggiorno per chi intende stabilirsi negli USA, consente di accedere ai servizi di sanità e istruzione, anche se non si ha una vera e propria cittadinanza americana. I “residenti permanenti” (cioè tutti quelli in possesso di Green Card) non hanno diritto di voto o di essere eletti a cariche istituzionali, però devono pagare le tasse come un qualsiasi cittadino americano. Per ogni Stato esiste una quota massima di Green Card disponibili. Si può ottenere o con un lavoro o con il ricongiungimento familiare o (attenzione!) attraverso una lotteria: la Diversity Visa Lottery.

Il ricongiungimento familiare: Un “residente permanente” o un cittadino americano possono sponsorizzare un parente o il coniuge per la Green Card. Il tempo di svolgimento della pratica dura a seconda del grado di parentela.
Va avanti poco per il marito o la moglie, ci vogliono anni per genitori o fratelli. Occhio, perché sposare gli americani per la Green Card non è consigliabile: i funzionari dell’ufficio immigrazione sono molto attenti su questo tipo di operazioni più o meno piratesche!

La lotteria: La Green Card si può ottenere anche at- traverso la lotteria, la “Diversity Visa Lottery”. Per partecipare basta registrarsi sull’apposito sito internet del Dipartimento di Stato americano. La partecipazione è gratuita. I requisiti sono minimi. Basta far parte di uno Stato aderente al programma (l’Italia partecipa), avere un diploma di scuola superiore, essere maggiorenni, non avere problemi psichici e non aver subìto nessuna condanna penale.

Guidare negli Stati Uniti 

Una volta ottenuto il permesso di soggiorno, dobbiamo preoccuparci della guida. Niente di più facile. Nel caso di un lavoro temporaneo (con un limite di 90 gg), può andar bene anche la patente italiana con l’obbligo di portare con sé anche la patente internazionale, cioè un permesso di guida all’estero con i dati del documento originale in inglese. Si richiede alla nostra motorizzazione prima della partenza.
Se invece dobbiamo lavorare a tempo indeterminato, occorre prendere la patente USA. E, per questo, ci vuole la Green Card.
Per il camion, come per le automobili, tutti i documenti e le prenotazioni per la scuola guida si fanno online tramite il sito della DMV (Department of Motor Vehicles, che corrisponde alla nostra Motorizza- zione Civile). Si va sul sito internet della DMV, che per ogni stato ha un nome diverso, e si scaricano il manuale per la teoria (150 pagine per i camion) e tutti i moduli da compilar.
A questo punto, alcuni Stati richiedono una visita medica di routine, altri, tra cui il New Jersey nemmeno quella. Direttamente presso gli uffici della DMV verrà effettuato il controllo della vista. L’esame di teoria si prenota e si esegue online, altrimenti presso una sede della DMV. Il test consiste in 40 domande a cui si dovrà rispondere vero o falso. Poi, sempre online, si prenota l’esame di pratica presso un Driver license office. All’esame ci si può presentare con il camion della ditta per cui si dovrà lavorare oppure si usufruisce di un mezzo messo a disposizione dalla DMV. Dopo aver superato la prova pratica, la patente verrà inviata direttamente a casa entro 30 giorni. Il costo varia da Stato a Stato. E adesso, buon viaggio e auguri!

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Salute camionisti: raddoppia l’incidenza delle apnee notturne http://www.professionecamionista.it/2391/salute-camionisti-raddoppia-lincidenza-delle-apnee-notturne/ Fri, 24 Aug 2018 09:19:59 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2391 Per i camionisti rischio doppio di apnee notturne Si è svolto a Roma il congresso “Dormi meglio, guida sveglio” promosso dall’Aci e dalla Fondazione italiana Salute, ambiente e respiro.  Con riferimento ai rischi  delle apnee notturne per la sicurezza stradale, è emerso che gli autisti e i camionisti sono soggetti alle apnee notturne in una percentuale […]

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Per i camionisti rischio doppio di apnee notturne

Si è svolto a Roma il congresso “Dormi meglio, guida sveglio” promosso dall’Aci e dalla Fondazione italiana Salute, ambiente e respiro. 
Con riferimento ai rischi  delle apnee notturne per la sicurezza stradale, è emerso che gli autisti e i camionisti sono soggetti alle apnee notturne in una percentuale due volte maggiore rispetto ai cittadini comuni; per tale motivo, a causa del riposo notturno alterato, aumentano i colpi di sonno al volante dovuti a stanchezza e disattenzione. “Un sonno notturno frammentato provoca durante il giorno sonnolenza o addirittura colpi di sonno, cioè micro-assopimenti caratterizzati da assenza di risposte e di stimoli sensoriali, molto pericolosi quando si è al volante”  viene sottolineato gli esperti Fisar

Apnee notturne: sintomi

Tra i primi fattori che possono indicare la presenza della Sindrome delle apnee notturne o ostruttive,  ci sono la circonferenza del collo maggiore di 43 centimetri nell’uomo e di 41 nella donna, lingua o palato di grosse dimensioni, l’obesità e la stenosi nasale.

 

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Elon Musk: ” Il mio Tesla Semi rivoluzionerà i trasporti” http://www.professionecamionista.it/2386/elon-musk-il-mio-tesla-semi-rivoluzionera-i-trasporti/ Fri, 24 Aug 2018 08:57:48 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2386 Secondo Elon Musk Tesla Semi rivoluzionerà il sistema dei trasporti Elon Musk lo aveva annunziato alla presentazione del camion elettrico Tesla Semi ” questo veicolo rivoluzionerà il settore dei trasporti su gomma”.  Nonostante lo scetticismo e i dietrofront di importanti investitori, il numero uno di Tesla va dritto per la sua strada puntando l’attenzione sul fatto che Tesla […]

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Secondo Elon Musk Tesla Semi rivoluzionerà il sistema dei trasporti

Elon Musk lo aveva annunziato alla presentazione del camion elettrico Tesla Semi ” questo veicolo rivoluzionerà il settore dei trasporti su gomma”.  Nonostante lo scetticismo e i dietrofront di importanti investitori, il numero uno di Tesla va dritto per la sua strada puntando l’attenzione sul fatto che Tesla Semi è un veicolo ecologico a emissioni zero.

Tesla Semi: camion a emissioni zero

Il fatto che il Semi sia un veicolo ecologico a zero emissioni potrebbe rappresentare un vantaggio rispetto ai tradizionali veicoli diesel;  e difatti dal 1990 al 2016 i gas a effetto serra dei camion medi e pesanti sono aumentati dell’85 per cento.  Tesla Semi ha quattro motori elettrici derivati da Tesla Model 3 e una capacità di trasporto di classe 8.
Nonostante lo scetticismo da parte dell’industria dei trasporti, Tesla sta procedendo con lo sviluppo dei veicolo. “Abbiamo apportato miglioramenti significativi al veicolo dopo la sua presentazione e adesso è persino meglio di quanto avevamo detto” conclude Elon Musk .

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Fare il camionista: non basta la passione! http://www.professionecamionista.it/1350/fare-il-camionista-la-passione-non-basta/ Fri, 24 Aug 2018 08:50:40 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1350 Per fare il camionista non basta la passione “Il bello di fare il camionista – raccontava una volta un autista incontrato a un raduno – è che la notte, quando parti, hai la sensazione di avere il mondo che ti si spalanca davanti: un’altra giornata sulla strada, da vivere in perfetta libertà“. Sì, certo – […]

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Per fare il camionista non basta la passione

Il bello di fare il camionista – raccontava una volta un autista incontrato a un raduno – è che la notte, quando parti, hai la sensazione di avere il mondo che ti si spalanca davanti: un’altra giornata sulla strada, da vivere in perfetta libertà“. Sì, certo – aggiungeva il nostro camionista – c’è sempre qualche consegna da fare, qualche appuntamento cui bisogna arrivare puntuali, ma quel brivido di libertà che provava ogni volta che si metteva al volante per lui era impagabile. Non è passato molto tempo da quella dichiarazione d’amore per il proprio mestiere, eppure, in pochi anni, ci sono stati molti cambiamenti che hanno reso la vita di un autista più faticosa e molto meno libera. Che cosa è successo?

Fare il camionista: tanti problemi

1. La concorrenza sleale avvelena tutti e obbliga ad accettare viaggi che a stento consentono di ripagare il gasolio.
2. Un autista alle dipendenze di un’azienda è controllato a ogni chilometro e non può nemmeno fermarsi a mangiare un panino senza che gli arrivi un sms che chiede informazioni.
3. Le attese per caricare o scaricare sono infinite e fanno evaporare le ore di guida consentite, così poi finisce che si deve dormire in cabina a pochi chilometri da casa…
Questi sono solo alcuni dei grandi e piccoli problemi che un camionista incontra lungo la sua strada, ma bastano per porre una domanda: quel senso di libertà di cui parlava il nostro amico esiste ancora? Ha ancora un senso sentirsi felici quando si parte? È una domanda difficile, ma forse una risposta c’è già…

Fare il camionista: la passione 

La libertà non è più quella di fermarsi quando se ne ha voglia, cambiare strada o decidere di invertire due consegne, per un capriccio… quel genere di lavoro e, più in generale, quel modo di vivere se ne sono andati negli anni ’70. Però qualcosa è ancora rimasto: la passione. Ed è quella l’unica molla che ogni mattina spinge un camionista a partire. Così, basta ancora il rombo del V8 (o il silenzio di un altro motore) per rendere meraviglioso un lavoro così faticoso e difficile. Certo, però, nei mesi a venire sarà necessario liberarsi del peso della passione per riguardare la propria vita con occhi meno incantati: è arrivato il momento infatti di ragionare su questo mestiere e trovare qualche soluzione per riuscire a vivere un po’ meglio… perché la passione è tanto, ma non si vive solo di quella!

 

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Infotainment: in cabina siamo viaggiatori solitari http://www.professionecamionista.it/1540/in-cabina-siamo-viaggiatori-solitari/ Fri, 24 Aug 2018 08:30:45 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1540 Le Case costruttrici lo chiamano infotainment. È un neologismo inglese che mette insieme la parola “information” (informazione) con la parola “entertainment” (intrattenimento). Ma che significa veramente? Che sul cruscotto di un camion ci sono una radio che ci tiene un po’ compagnia, un po’ di musica se abbiamo voglia di ascoltarne, un navigatore che ci […]

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Le Case costruttrici lo chiamano infotainment.

È un neologismo inglese che mette insieme la parola “information” (informazione) con la parola “entertainment” (intrattenimento). Ma che significa veramente? Che sul cruscotto di un camion ci sono una radio che ci tiene un po’ compagnia, un po’ di musica se abbiamo voglia di ascoltarne, un navigatore che ci dà le indicazioni sulla strada e poco altro… In più, c’è il CB, che serve a fare quattro chiacchiere con colleghi che viaggiano anche loro sull’autostrada. È tanto? È poco? È quello che passa il convento. Però ci dà un’indicazione: siamo soli. Per ore al volante, in piena notte, possiamo lasciar liberi i pensieri di correre, possiamo riflettere sulle mille difficoltà che hanno tutti gli italiani, ma non possiamo rivolgerci a qualcuno per sentire come la pensa. Possiamo dire la nostra, ma nessuno ci ascolta.

Camionisti e solitudine

È questo il nodo della vita di un camionista, la solitudine. Per carità, ci possiamo fermare a scambiare due parole con qualcuno, possiamo fare un colpo di telefono a casa, ma come risaliamo in cabina, i pensieri ricominciano a correre… da soli, senza che nessuno possa dare una risposta alle nostre domande. Perché, allora, facciamo questa vita da eremiti? In un articolo in cui si spiegava perché una donna non deve mettersi con un camionista, la blogger Marina “Morgatta” Savarese proponeva qualche luogo comune. Diceva che autisti e padroncini sono come i marinai (una donna in ogni porto) o che preferiscono il camion alla casa. Insomma, discorsi triti e ritriti. In più, però, dava una descrizione psicologica dell’intera categoria. Diceva che siamo “viaggiatori mentali”. Nel silenzio della nostra cabina, ci partono pensieri inarrestabili, a volte sconclusionati (perché manca il contraddittorio) a volte però geniali. E che questo poter pensare in piena libertà ci aiuta a viaggiare, non solo fisicamente, ma anche con la mente. È questo il segreto dei camionisti? Forse sì… perché il vero viaggio non è quello fatto sulla strada ma è quello che facciamo dentro la nostra testa.

Se c’è qualcuno che la vede così, ce lo dica… potremo approfondire. In fondo che ci vuole? Basta pensarci un po’ mentre siamo al volante.

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Hyundai e il camion con guida autonoma http://www.professionecamionista.it/2383/hyundai-e-il-camion-con-guida-autonoma/ Thu, 23 Aug 2018 15:05:31 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2383 Hyundai: il camion con guida autonoma di livello 3  Il truck Hyundai Xcient ha percorso un viaggio di 40 km in autonomia, senza che il conducente dovesse intervenire per correggere traiettoria e velocità. E’ stato così concluso il primo percorso autostradale in Corea del Sud con un camion dotato di guida autonoma di livello 3.  Entro i […]

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Hyundai: il camion con guida autonoma di livello 3 

Il truck Hyundai Xcient ha percorso un viaggio di 40 km in autonomia, senza che il conducente dovesse intervenire per correggere traiettoria e velocità. E’ stato così concluso il primo percorso autostradale in Corea del Sud con un camion dotato di guida autonoma di livello 3. 
Entro i prossimi dieci anni, Hyundai ha annunciato di voler commercializzare camion in grado di viaggiare in modalità platooning con l’intenzione di ridurre il numero di incidenti che coinvolgono questo tipo di veicoli.
Nel tratto di 40 km percorso da Hyundai Xcient, è sempre stato presente un conducente, al fine di poter intervenire tempestivamente in caso di emergenza o in presenza di determinate manovre non rientranti classificazione di livello 3 Sae, come il cambio corsia nel traffico. 

Immagine in evidenza via www.autoblog.it

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Paolo Uggè sulle conseguenze del crollo del Viadotto Polcevera http://www.professionecamionista.it/2380/paolo-ugge-sulle-conseguenze-del-crollo-del-viadotto-polcevera/ Wed, 22 Aug 2018 12:31:56 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2380 La denuncia di Paolo Uggè Paolo Uggè, vice-presidente di Conftrasporto, torna sulle conseguenze del crollo del viadotto Polcevera e accusa la politica di silenzio ingiustificato: “sugli allarmi lanciati a più riprese dalla Confederazione sulla disconnessione del nostro Paese e sui rischi legati alla sicurezza di opere obsolete, alla mancata realizzazione di nuove infrastrutture, presenti solo sulla […]

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La denuncia di Paolo Uggè

Paolo Uggè, vice-presidente di Conftrasporto, torna sulle conseguenze del crollo del viadotto Polcevera e accusa la politica di silenzio ingiustificato: “sugli allarmi lanciati a più riprese dalla Confederazione sulla disconnessione del nostro Paese e sui rischi legati alla sicurezza di opere obsolete, alla mancata realizzazione di nuove infrastrutture, presenti solo sulla carta, all’interpretazione di una norma nata per limitare ai soli pezzi indivisibili il trasporto eccezionale e resa ‘elastica’ al punto da consentire ai Tir di viaggiare a un peso di 108 tonnellate anche con carichi divisibili“.

Uggè e la proposta al Ministro Toninelli

Dato che, come riportano molti quotidiani, il 60% dei ponti gestiti da Anas in Italia è a rischio, perché il ministro Toninelli non propone la modifica con un provvedimento d’urgenza dell’articolo 10 del Codice della Strada, che prevede che il carico di un trasporto eccezionale debba essere indivisibile? Non costa nulla, ma può eliminare un elemento di rischio. Finché si fanno chiacchiere va tutto bene, ma agire è forse un po’ più complesso“.
Per quanto riguarda l’ipotesi di revoca delle concessioni autostradali chiede al Governo di pensare bene a quanto dichiarato da Antonio Di Pietro, cioè che  “è vero che potrebbe esserci una responsabilità da parte di Autostrade sull’omessa manutenzione e sull’omesso ripristino. Ma è anche vero che c’è un omesso controllo da parte del ministero delle Infrastrutture“. 
Il vice presidente intervenendo sulle critiche emerse contro la crescita dell’autotrasporto quale causa del logoramento delle strutture: “Come se esistessero alternative modali non percorse per capriccio, cattiva volontà o interesse. Casomai è l’assenza di una politica di sistema che sappia dare le adeguate risposte alle esigenze del nuovo modo di produrre, passato dagli stock ai flussi, che induce a scegliere la modalità stradale rispetto ad altre. Se i porti non sono permeabili e se le ferrovie non garantiscono la necessaria funzionalità, la merce sceglie il mezzo più efficace“.

Fonte via www.conftrasporto.it

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Autotrasportatore: il lavoro che nessuno vuole più fare? http://www.professionecamionista.it/2377/autotrasportatore-il-lavoro-che-nessuno-vuole-piu-fare/ Wed, 22 Aug 2018 07:43:30 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2377 La crisi al contrario del settore autotrasporti Giampietro Massetti responsabile operativo di una società di autotrasporti nel Bergamasco, racconta alle pagine del Corriere della Sera quella che per il settore dell’autotrasporto è una sorta di “crisi economica al contrario”: il lavoro non manca, quello che manca sono le risorse. L’azienda dell’uomo ha una flotta di cinquanta […]

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La crisi al contrario del settore autotrasporti

Giampietro Massetti responsabile operativo di una società di autotrasporti nel Bergamasco, racconta alle pagine del Corriere della Sera quella che per il settore dell’autotrasporto è una sorta di “crisi economica al contrario”: il lavoro non manca, quello che manca sono le risorse. L’azienda dell’uomo ha una flotta di cinquanta mezzi, di cui dieci sono fermi per mancanza di autisti.

Autotrasportatore: il lavoro che nessuno vuole più fare

Possiamo dire che l’autotrasportatore è uno di quei lavori che nessuno vuole più fare. Massetti racconta al Corriere che dietro a questo lavoro ci sono troppi sacrifici che spingono molti giovani a gettare la spugna ancora prima di iniziare. “Sono cinque notti fuori casa e questo delle trasferte settimanali mette subito in crisi gli aspiranti autisti“.
La vita dell’autista non è semplice: partenza di lunedì intorno alle tre di notte, e ritorno a casa solo il venerdì sera. 
Certo, la contropartita economica non è da sottovalutare; in media un autista percepisce tra i 2200 e i 2500 euro al mese, fino ai 4 mila euro di un autotrasportatore esperto.
Eppure gli addetti mancano; Doriano Bendotti, segretario provinciale della Federazione Autotrasportatori di Bergamo, afferma che “se dovessero presentarsene 500 in questo momento verrebbero tutti assunti. Subito“.
Non solo una vita difficile ma anche una trafila burocratica lunga e complessa che scoraggia molti dall’intraprendere questa carriera. Senza contare i costi elevati, circa 6 mila euro, necessari per ottenere le certificazioni necessarie.  

Fonte il Corriere della Sera

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Autotrasporto italiano: i costi maggiori in Europa http://www.professionecamionista.it/2375/autotrasporto-italiano-i-costi-maggiori-in-europa/ Tue, 21 Aug 2018 08:09:54 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2375 I costi dell’autotrasporto italiano  Secondo il ministero dei Trasporti francese il trasporto italiano è il sesto in Europa ma il primo per i costi. La ricerca ha utilizzato dati dell’anno 2017 forniti dall’Anita che ha commentato i risultati dello studio “L’autotrasporto del nostro Paese, pur rimanendo al sesto posto in Europa, soffre gli aumenti dei costi […]

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I costi dell’autotrasporto italiano 

Secondo il ministero dei Trasporti francese il trasporto italiano è il sesto in Europa ma il primo per i costi.
La ricerca ha utilizzato dati dell’anno 2017 forniti dall’Anita che ha commentato i risultati dello studio 
L’autotrasporto del nostro Paese, pur rimanendo al sesto posto in Europa, soffre gli aumenti dei costi e continua a subire la concorrenza dei vettori dell’Est Europa. Tra il 2008 e il 2016 c’è stato un calo medio annuo del dieci percento nel trasporto internazionale fatto dalle imprese italiane, evidentemente a tutto vantaggio dei trasportatori di Paesi con costi più bassi. Un chiaro effetto di questo squilibrio è evidente dai dati sul cabotaggio: l’Italia riceve tre volte più cabotaggio di quanto ne faccia”. La spesa aziendale per un autista è di circa 55.000 euro all’anno; il costo per carburante superiore a 43.000 euro annui; le spese per pedaggi superiore ai 17.000 euro. Basandoci su questi dati, un veicolo pesante di 40 tonnellate costa alle aziende nostrane circa 151.000 euro all’anno, esclusi i costi strutturali.

Il costo per chilometro di un veicolo pesante italiano rimane uno dei più alti in Europa e tutte le voci di costo sono aumentate costantemente rispetto a quanto rilevato dal CNR nello studio del 2014″, continua il segretario generale di Anita. “In quattro anni il costo del conducente è aumentato dell’1,75% all’anno ed è superiore del 16% rispetto a quello di un autista francese, senza parlare del confronto con i conducenti dei Paesi dell’Est Europa, i cui costi non sono nemmeno comparabili con i nostri“, conclude il Segretario Generale di Anita. 

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Il camionista Luigi Fiorillo: “ho sempre avuto paura a passare su quel ponte” http://www.professionecamionista.it/2372/il-camionista-luigi-fiorillo-ho-sempre-avuto-paura-a-passare-su-quel-ponte/ Mon, 20 Aug 2018 12:08:26 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2372 Luigi Fiorillo, l’autista simbolo del crollo del ponte Morandi  Luigi Fiorillo è l’autista del camion della catena di supermercati Basko diventato suo malgrado il simbolo della strage del ponte Morandi. Tutti abbiamo in mente la foto del suo camion fermo sul precipizio. “Stavo tornando da una consegna sulla riviera di Ponente. Procedevo adagio perché la visibilità era ridotta, […]

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Luigi Fiorillo, l’autista simbolo del crollo del ponte Morandi 

Luigi Fiorillo è l’autista del camion della catena di supermercati Basko diventato suo malgrado il simbolo della strage del ponte Morandi.
Tutti abbiamo in mente la foto del suo camion fermo sul precipizio. “Stavo tornando da una consegna sulla riviera di Ponente. Procedevo adagio perché la visibilità era ridotta, poi è crollato tutto: non ricordo bene, sono rimasto stupito e spaventato. Sono sceso dal camion, l’ho lasciato acceso, con la marcia innestata e sono corso via per paura che crollasse tutto“, racconta a NewsMediaset.

“Ho sempre avuto paura a passare su quel ponte, vibrava sempre. L’ho percorso centinaia di volte”

L’uomo aggiunge che ha sempre avuto paura di attraversare quel ponte: “vibrava sempre. L’ho percorso centinaia di volte“.
Quella mattina, che pareva essere una mattina come le altre ” pioveva fortissimo, sempre più forte mentre mi avvicinavo a Genova. Andavo piano per mantenere la distanza di sicurezza, questo mi ha salvato, se fossi andato più veloce sarei finito giù nel burrone. Ho visto il ponte andare giù davanti a me e sono sceso: ho iniziato a correre all’indietro. Ero preoccupato di lasciare il camion col motore acceso e pensavo che crollasse tutto: quel camion è la mia seconda casa. Sono stato fortunato. Chiamatelo miracolo, forse un angelo custode, visto che io sono credente, era lì e mi ha salvato“.

Fonte NewsMediaset

Foto in evidenza via www.fanpage.it

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Crollo del ponte Morandi: salvati da un camionista http://www.professionecamionista.it/2355/crollo-del-ponte-morandi-salvati-da-un-camionista/ Fri, 17 Aug 2018 12:14:01 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2355 Famiglia salvata da un camionista  Antonella Campana di Jesi (MC) ci racconta l’incredibile solidarietà di un camionista di cui non conosce né il nome né il viso. Lei e la sua famiglia stavano percorrendo il ponte Morandi e avevano già oltrepassato il tratto che sarebbe crollato di lì a poco. Sentendo il ponte dondolare si […]

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Famiglia salvata da un camionista 

Antonella Campana di Jesi (MC) ci racconta l’incredibile solidarietà di un camionista di cui non conosce né il nome né il viso. Lei e la sua famiglia stavano percorrendo il ponte Morandi e avevano già oltrepassato il tratto che sarebbe crollato di lì a poco. Sentendo il ponte dondolare si è fermata, quando dalla carreggiata opposta, un camionista, che aveva visto il ponte crollare, è sceso dal camion che ha bloccato la strada e le ha urlato di scappare via a tutta velocità.

Salvi grazie a questo eroe sconosciuto

Antonella e la sua famiglia si sono salvati grazie a questo eroe sconosciuto, ma lei non ce la fa ancora a guardare le immagini del ponte: lo stress è stato troppo violento! Questa notizia ce l’ha mandata Roberto Cabiati (nella foto), genovese, figlio d’arte e Presidente dell’AITE, che collabora da anni con il nostro giornale e che in queste ore ci sta aiutando a seguire la tragedia del ponte Morandi, per mettere in evidenza i valori dei camionisti e il loro impegno.

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La situazione sulle strade ora! http://www.professionecamionista.it/2352/la-situazione-sulle-strade-ora/ Thu, 16 Aug 2018 17:16:32 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=2352 Situazione traffico per i mezzi pesanti  Il collega e socio AITE Sergio “Gigio” Caserta di Genova ci informa sulla situazione del traffico per i mezzi pesanti. «La città – ci dice – è spaccata in due. Il porto è da una parte del Polcevera, ma i vari magazzini di logistica sono dall’altra parte. Ora che […]

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Situazione traffico per i mezzi pesanti 

Il collega e socio AITE Sergio “Gigio” Caserta di Genova ci informa sulla situazione del traffico per i mezzi pesanti. «La città – ci dice – è spaccata in due. Il porto è da una parte del Polcevera, ma i vari magazzini di logistica sono dall’altra parte. Ora che è crollato il ponte, si può passare solo per la viabilità ordinaria. In altre parole bisognerebbe transitare sull’Aurelia. Il sindaco, però, ha vietato il passaggio ai mezzi pesanti, così per andare da una parte all’altra (cioè per raggiungere il porto dai magazzini e viceversa) bisogna passare sulla A 26 facendo un giro di 150 km. Il divieto vale per i prossimi dieci giorni, ma dobbiamo sperare che questa ordinanza venga ritirata!».

Enormi difficoltá per gli autotrasportatori 

Sempre secondo Sergio Caserta, questa decisione è stata presa in un momento di difficoltà, ma dovrà essere rivista per un motivo ovvio. Prima, per andare dal porto a Voltri, si percorrevano una decina di km. Ora bisogna farne più di 100. Significa costi e tempi ingovernabili che mettono in difficoltà, non solo gli autotrasportatori, ma anche l’intera struttura del porto.

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