Professione Camionista http://www.professionecamionista.it Fri, 04 Aug 2017 15:17:33 +0000 it-IT hourly 1 Per i camionisti sarà un’estate amara http://www.professionecamionista.it/1987/per-i-camionisti-sara-unestate-amara/ Fri, 04 Aug 2017 15:17:33 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1987 I camionisti in estate lavorano di più

Molti camionisti, proprio perchè è estate, sono costretti a correre di più. D’altronde, è ovvio, perché oltre alle città, ci sono da rifornire i luoghi di villeggiatura. E  non si tratta di portare solo qualcosa da mangiare e un po’ di acqua minerale, perché c’è una vita intera da organizzare, con giornali, vestiti, farmaci, carburanti,  gadget per turisti, sdraio e ombrelloni e chissà quante merci che non ci vengono in mente. Insomma, bisogna caricarsi sulle spalle la nostra civiltà e trasferirla (come ogni anno) nelle località di vacanza. Chi lo fa questo lavoro? Le aziende di autotrasporto, è naturale, ma proprio perché i camion girano sulle autostrade nei giorni di vacanza, questa stagione è quella in cui i camionisti sono meno popolari…

I camionisti sono “fastidiosi” perchè devono occupare le strade

I camionisti danno fastidio perché occupano le strade, perché si fermano (quando possono) a caricare o a scaricare, perché i camion sono grandi e fanno paura.  In ogni caso, viene spontaneo agli automobilisti in vacanza pensare: «Ma questi, perché non se ne stanno a casa?».

Ecco, l’intero problema della categoria è questo: tutti vorrebbero che i camion rimanessero a casa e che, invece, quello che portano fosse già sistemato nei negozi.  Per questo, c’è tanto livore e per questo nessuno cura i problemi dell’autotrasporto. Per questo i conducenti degli autobus fanno un lavoro usurante e quelli di un  camion no. Per questo, si tollerano gli autisti dell’Est e non si difendono gli italiani, per questo si permettono i distacchi irregolari e la delocalizzazione delle  aziende, perché i trasportatori sono mal considerati.

Ma è anche per questo che monta la rabbia… Dobbiamo pensare alle vacanze? Certo, in  queste condizioni, però, saranno vacanze amare. Speriamo di sbagliarci e  auguriamo un sorriso e tanto riposo per tutti i camionisti e per le loro famiglie (che meritano di godersi i padri e i mariti per un po’ senza vederli scappar via alle tre di notte).

Buona strada

Potrete trovare questo editoriale nel numero di agosto/settembre di Professione Camionista! In edicola da fine luglio.

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Vincenzo Miele Trasporti: eccellenza atipica http://www.professionecamionista.it/1983/vincenzo-miele-trasporti-eccellenza-atipica/ Fri, 04 Aug 2017 14:57:51 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1983 Un’azienda in controtendenza sta facendo molto successo: un caso da studiare

La Vincenzo Miele Trasporti è un’azienda importante, con sede nei pressi di Napoli: 75 mezzi di cui 20 Scania appena comprati (10 sono già sul piazzale e  altri 10 sono in arrivo). La sua storia rivela un’eccellenza atipica per il mercato italiano, che indica una strada originale per fare questo mestiere e ci permette di  conoscere una famiglia di imprenditori che hanno molto da dire. Per conoscerla meglio, parliamo con Salvatore Miele che, con il fratello Ciro e un bel numero di  nipoti, gestisce l’azienda.

Un’eccellenza tutta italiana

«Noi – ci spiega Salvatore – facciamo trasporto container e abbiamo tre sedi nella zona del porto di Napoli. Tra i nostri clienti c’è per esempio MSC Crociere, per  la quale gestiamo anche il terminal vuoti ma, per gestire bene il lavoro, ci siamo distribuiti i compiti. Mio fratello Ciro è l’operativo, che si occupa dei viaggi e dei  mezzi, mentre io curo gli aspetti commerciali, i servizi finanziari e i clienti. In più, però, ci sono i tre figli di Ciro, che sono già inseriti nell’organico, e mio figlio,  che è ancora giovane e sta cominciando a darsi da fare. Si chiama Vincenzo, come mio zio, che ha dato un grande slancio all’azienda e che ci ha cresciuto. È stato  proprio lui, zio Vincenzo, con nostro padre Domenico, a cominciare tutto, nel 1947, con un Bianchi Mediolanum. Io e Ciro siamo arrivati dopo. Quando abbiamo  cominciato, nel 1987, avevamo 12 o 13 camion, ma anticipando le scelte, per trovarci sempre pronti, impegnandoci su ogni dettaglio, alla fine siamo cresciuti».

L’innovazione della Vincenzo Miele Trasporti

Uno dei punti più interessanti dell’attività di Ciro e Salvatore è la loro disponibilità all’innovazione. Oggi Salvatore ride, ma racconta di quando, nel 1987, comprò  er primo un computer. «Mi costò 25 milioni di lire – dice – (un’esagerazione!) ed era grande come una lavatrice, però fece il suo lavoro e mi aiutò a  conoscere con precisione i costi dell’azienda. L’innovazione, però, non è solo usare un computer, ma, per esempio, sono le certificazioni di qualità. Noi le  abbiamo ottenute quando qui al Sud nemmeno se ne parlava. Anche dal punto di vista sindacale, siamo stati tra i primi. Appena ne abbiamo avuto la possibilità,  siamo ricorsi subito ai contratti di secondo livello, per una contrattazione aziendale mirata a far star bene i nostri dipendenti. E oggi siamo impegnatissimi nel  campo del welfare, per garantire a tutti una vita più facile».

Leggi l’articolo completo nel nuovo numero di Professione Camionista! In edicola da fine giugno.

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Agevolazioni fiscali 2017 per autotrasportatori http://www.professionecamionista.it/1977/agevolazioni-fiscali-2017-per-autotrasportatori/ Fri, 21 Jul 2017 14:52:39 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1977 Le misure agevolate negli autotrasporti per il 2017: tutto quello che c’è da sapere

Arrivano misure agevolative a favore degli autotrasportatori, previste per il 2017: a confermarlo è il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia attraverso un comunicato stampa diffuso dall’Agenzia delle Entrata. Le agevolazioni fiscali in questione, riguarderanno le deduzioni forfettarie delle spese non documentate e quelle sul recupero del Servizio Sanitario Nazionale sui premi RCA.

Agevolazioni fiscali per deduzioni forfettarie a spese non documentate

In questo caso, i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune sede dell’impresa, per cui è prevista una deduzione di spese non documentate, per il periodo d’imposta 2016, entro 51,00 €.

La deduzione riguarderà anche i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore, sempre all’interno del Come sede d’impresa, per un importo pari al 35% di quello di riconosciuto per trasporti realizzati oltre il territorio comunale.

Per avere maggiori informazioni, cliccate qui e visitato il sito di trasporti-italia.com.

Agevolazioni fiscali per recupero del Servizio Sanitario Nazionale

In quest’altro caso, le imprese di autotrasporto merci, sia quelle che esercitano per conto di terzi che quelle che esercitano per conto proprio, possono recuperare un massimo di 300 € per ciascun veicolo, nel 2017. Per far sì che ciò avvenga dovranno utilizzare la compensazione in F24.

Per avere maggiori informazioni, cliccate qui e visitato il sito di trasporti-italia.com.

 

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Il camion numero cinquanta: bello e pericoloso http://www.professionecamionista.it/1967/il-camion-numero-cinquanta-bello-e-pericoloso/ Tue, 18 Jul 2017 15:03:10 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1967 Per Mauro Longa il camion più bello è il cinquantesimo!

Questo Scania è stato realizzato per celebrare un grande traguardo: l’acquisto del cinquantesimo camion della Flotta Longa. Una bella conquista che andava festeggiata!

Questo Scania 730 è del 2015, ma nonostante abbia un paio d’anni e tanti chilometri, a Trento, dov’è arrivato per partecipare a I giorni del Re, ha colpito tutti.  Perché ha una storia particolare e molti significati nascosti. Ce ne parla Daniele Zanga, l’autista che ha la responsabilità di guidarlo. E non è una responsabilità da poco. Daniele si sposerà il 29 luglio ed è piuttosto occupato, ma per far tutto e lavare anche il camion, stamattina (scriviamo di domenica 9 luglio) ha attaccato alle 5 di mattina. D’altronde questo 730 è un camion speciale e Mauro Longa, il titolare  dell’azienda, gliel’ha affidato dicendogli: «Io ho visto come tratti gli altri  camion e sono certo che tratterai bene anche questo!». Aveva perfettamente ragione. 

Questo bel 730 non è stato realizzato per raccontare la grande passione del titolare, ma per festeggiare un obiettivo raggiunto. Solo che chi non conosce la fatica  del lavoro su materiali pericolosi non può capire.

Foto via: www.flickr.com/photos/13142169@N03/26613370474

Daniele sa che ha ricevuto un premio, che costa fatica, ma che dà anche qualche onore. Se non altro, perché Mauro ama tanto il suo  camion che lo fa parcheggiare sotto casa sua, in modo da poterlo vedere quando si affaccia alla finestra.

Struttura specializzata: Trasporti Longa

Mauro ha poco più di 50 anni, ha preso l’azienda del padre e si è dato molto da fareper farla crescere. Per un po’ lo hanno aiutato i suoi due fratelli, ma con il  tempo, prima l’uno e poi l’altro, ha fatto scelte diverse e Mauro è tornato padrone dell’intera flotta. I Trasporti Longa sono una struttura specializzata con sede a   Luzzana, tra Bergamo e il lago di Endine, con una forte vocazione per i trasporti criogenici e in Adr, ma in più, Mauro ha una passione irresistibile per il Grifone.  D’altronde suo padre ha esordito su un 141 e oggi gran parte della sua flotta è marchiata Scania.

L’azienda conta 63 camion, ma il 24 giugno 2015 ne aveva 50. Anzi, il cinquantesimo è proprio il 730 di cui stiamo parlando. «È stata un po’ una conquista – spiega Daniele – e per questo Mauro l’ha voluto personalizzare,  come per sottolineare un traguardo raggiunto: un grande traguardo!». E questo punto ha una certa importanza perché spiega bene il senso di questa decorazione.

Leggi l’articolo completo nel nuovo numero di Professione Camionista! In edicola da fine luglio.

 

 

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SFIDA ACTROS: vecchia e nuova generazione http://www.professionecamionista.it/1940/sfida-actros-vecchia-e-nuova-generazione/ Wed, 12 Jul 2017 13:14:03 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1940 MERCEDES-BENZ Sperimenta IL PROGRESSO E IN PORTOGALLO METTE A CONFRONTO SU STRADA DUE GENERAZIONI DELL’ACTROS 1845, DI CUI UNO CON LA NUOVA CATENA CINEMATICA DI SECONDA GENERAZIONE.

È una strana sfida, quella organizzata da Mercedes-Benz sulle strade del Portogallo. Da un lato c’era un Actros di quelli prodotti fino al 2015, nella categoria da 450 cv; dall’altro, come sfidante, l’attuale Actros 1845 con catena cinematica di 2ª generazione, ottimizzato nel biennio 2015-2016 per ottenere un ulteriore  ncremento della redditività. L’obiettivo? Dimostrare nei fatti che la promessa di un’ulteriore riduzione dei consumi, anche del 6%, è stata effettivamente mantenuta. Vediamo come è andata…

Un test da 4.800 km per sfidare i due Actros

Il test è stato svolto lungo il percorso montano che conduce da Tavira a Lagos sull’autostrada A22 nella regione di Algarve, in Portogallo. Si tratta di una tratta poco trafficata, ma ricca di pendenze e discese, l’ideale per mettere alla prova la catena cinematica e tutte le soluzioni tecnologiche messe in campo da Mercedes. Tre diversi team – ciascuno composto da due giornalisti di diverse nazionalità – hanno avuto l’occasione di guidare una coppia di Actros 1845 con e senza tena cinematica di 2ª generazione. Con due giorni di misurazioni per ogni team e un totale di 4800 km on the road. Per garantire un confronto diretto, i veicoli hanno seguito un programma di marcia identico con le stesse velocità impostate, e tranne che per la catena cinematica, i veicoli erano totalmente equiparati, in ogni altro aspetto. 

Per rilevare e annullare eventuali scostamenti tra gli apparecchi di misurazione del carburante, i serbatoi sono stati smontati e pesati sia prima dell’inizio delle misurazioni (con il pieno) che dopo la marcia. Questo ha consentito di calcolare con estrema esattezza il consumo effettivo sulla base delle differenze di peso del serbatoio, convertendo i chilogrammi in litri.

Perdite meccaniche ridotte: chi vincerà?

Normalmente, per il consumo in condizioni di carico parziale (cioè con il pedale dell’acceleratore non premuto a fondo), vale la regola che più basso è il regime, minore è il consumo. Il motivo è semplice: più elevato è il numero di giri, maggiori sono anche le perdite meccaniche. D’altra parte, per la guidabilità gioca un ruolo determinante anche quante riserve di potenza restano di volta in volta disponibili. Sotto questo aspetto, il nuovo Actros 1845 supera di gran lunga il suo predecessore. 

Come dimostrato dai due Actros durante il confronto su strada in Portogallo, l’attuale versione è in grado di sfruttare più riserve di potenza nelle pendenze. Questo comporta, a seconda del percorso, una minore frequenza di cambi marcia dovuti alla pendenza e quindi anche meno interruzioni della forza di trazione, interruzioni che quasi sempre si riflettono negativamente sui consumi. A questo proposito è importante ricordare che l’Actros attuale, verso la fine di una pendenza, riesce a passare prima a una marcia più alta rispetto al suo predecessore.

Actros 1845: una promessa mantenuta!

La promessa dunque è stata mantenuta. Ma sono ancora tante le meraviglie da scoprire, e le differenze da notare, tra queste due generazioni di Actros, dalla nuova aerodinamica alle nuove strategie di innesto del cambio Powershift Mercedes di ultima generazione, fino ai diversi comportamenti delle stesse tecnologie, come il PPC (Predictive Powertrain Control), installato a bordo di entrambi gli autocarri, ma che nel nuovo Actros può permettersi comportamenti sottilmente diversi e ancora più efficienti, potendo beneficiare di una nuova e più performante catena cinematica. 

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Route 66: la storia e il viaggio http://www.professionecamionista.it/1926/route-66-la-storia-e-il-viaggio/ Wed, 12 Jul 2017 08:56:50 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1926 Il mito americano “on the road”: la storia della Route 66

La Route 66 è un mito lungo 3800 KM, il vero simbolo dello spirito americano. Scrittori, musicisti e ribelli ne hanno fatto la loro “strada madre” e a chi l’attraversa dona sempre una nuova storia da raccontare. 

Da sempre, la Route 66 è sinonimo di grandi spazi, avventura e sogno americano. Un’autostrada che è diventata il simbolo di un’intera nazione e della sua voglia di spingersi sempre oltre, di inseguire un sogno impossibile. Per trent’anni, è stata la più attraversata degli Usa e il semplice fatto che esistesse è bastato a sostenere l’economia di città piccole e grandi. Scrittori come John Steinbeck e musicisti del calibro di Nat King Cole l’hanno celebrata come l’ultima grande frontiera. Anche oggi che da arteria principale è divenuta una “autostrada della memoria”. Attraversarla è un’esperienza unica, che ognuno dovrebbe fare una volta nella vita.

Foto via: www.visitusaita.org

La Route 66: una risorsa economica durante la crisi del ’29

La United States Route 66 è stata una delle prima highway, le strade a carattere nazionale, nella storia d’America. Istituita nel 1926, andava da Chicago a Santa Monica, stabilendo un collegamento (in diagonale) tra le due coste degli Stati Uniti. Da est a ovest lungo la sua direttrice, si poteva attraversare il paese senza soluzione di continuità dall’Illinois fino alla California. La fama delle Route è legata a due eventi molto traumatici della storia americana, la cosiddetta “grande depressione” e il dust bowl.

Nell’ottobre del 1929 il crollo della borsa di New York scatenò una crisi economica senza precedenti. Milioni di americani si ritrovarono in miseria e intere popolazioni abbandonarono le zone rurali alla ricerca di un lavoro nelle grandi metropoli. Fu una catastrofe che colpì duro in tutto il paese, ma che risparmiò le comunità che vivevano a ridosso della Route 66. La strada attraversava molti piccoli paesi e la sola presenza degli automobilisti e dei viaggiatori riuscì a garantire un reddito minimo a migliaia di microscopiche imprese familiari, come aree di servizio, motel, caffè, autoricambi e piccoli ristoranti. I “figli della Route 66” ancora oggi, nonostante la strada originaria non esista più, le devono gran parte del loro sostentamento economico, ormai legato alla presenza dei turisti.

La Route 66 e le tempeste di sabbia del Dust Bowl

Negli anni trenta questa strada fu testimone di un altro gigantesco esodo di massa, quello scatenato dalle terribili tempeste di sabbia del dust bowl. Lo sfruttamento eccessivo delle grandi pianure agricole americane aveva scatenato il formarsi di nuvole di terra e sabbia capaci di oscurare metropoli come Chicago e New York. I lavoratori della terra dell’Oklahoma, del Kansas e del Texas persero tutto e, infine, lasciarono le loro case per trovare un futuro più a ovest.

La Route 66 divenne il percorso prediletto dei contadini derelitti che fuggivano dalla fame ma si ritrovavano, alla fine del viaggio, più disperati e soli di prima. Nel suo romanzo del 1940, Furore, lo scrittore americano John Steinbeck rese celebre la storia di questi agricoltori senza terra e, con essi, anche la strada che era stata il teatro delle loro speranze e dei loro patimenti. Con il libro di Steinbeck, la Route 66 divenne per ogni americano la Mother Road, la strada madre. Sei anni dopo il compositore Bobby Troup la percorse tutta per raggiungere la California.

Fu uno dei milioni di americani che in quel periodo inseguirono il sogno di un caldo eldorado sulle sponde dell’Oceano, un sogno di evasione e libertà che doveva necessariamente passare per la Route 66. Quel viaggio gli ispirò una bellissima canzone, (Get Your Kicks On) Route 66, che è diventata famosissima nell’interpretazione di Nat King Cole.

Foto via: greatdepressionott.weebly.com

Un percorso che ha ispirato anche film e cartoni animati

La Route 66 è entrata di diritto nella cultura popolare, negli anni ’60 vi fu ambientata una serie tv di grande successo che aveva per protagonisti due avventurieri a bordo di una Corvette. Persino la Disney le ha reso omaggio con il film d’animazione Cars. L’immaginaria cittadina delle automobili parlanti, Colorado Springs, si trova, per l’appunto, lungo la Route 66.

Foto via: poohadventures.wikia.com

Il declino della Route: la fine di un mito

Il declino della Route è iniziato inesorabilmente dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1956, il presidente Eisenhower lanciò un piano per la creazione di una rete autostradale che raggiungesse ogni luogo d’America.

Ben presto la Route 66 venne superata, per essere definitivamente cancellata nel 1986. Ma sessant’anni di storia americana erano più difficili da sradicare di un semplice cartello stradale. Molti degli stati un tempo attraversati dalla Route ne hanno voluto preservare il ricordo e progressivamente la strada si è trasformata in una specie di museo di se stessa, un parco tematico a cielo aperto lungo migliaia di chilometri. Oggi è possibile percorrerla quasi integralmente, soprattutto in Arizona e Missouri che nel 1990 hanno dichiarato la Route 66 “Strada d’interesse storico. Per questa ragione, un viaggio sul suo asfalto permette di accedere a luoghi che non esistono più in nessun’altra parte d’America e del mondo. Edifici anni ’50 perfettamente conservati, caffetterie e pompe di benzina che sono gioielli di modernariato, veicoli storici di grande valore offrono al viaggiatore e al turista un’esperienza irripetibile.

La filosofia americana “On The Road”

La Route è sempre stata la massima rappresentazione della cultura “on the road”.

Non è mai stata il modo più breve per raggiungere la California partendo da est, ma ciò che chi la attraversa perde in velocità viene ampliamente ricompensato in termini di esperienze, magia e bellezze naturali. Non dimentichiamo, infatti, che questa strada permette di vedere da vicino il Grand Canyon, il Meteor Crater (un gigantesco cratere meteoritico) e il Deserto dipinto dell’Arizona. Milioni di viaggiatori, automobilisti e conducenti di camion l’hanno percorsa per lavoro, per necessità o per semplice spirito di avventura. Un’avventura che oggi rivive anche attraverso i tanti camperisti, conosciuti come il “popolo dei Winnebago”, dal nome del celebre marchio di motorhome. Questi viaggiatori di professione la considerano una seconda casa e ne percorrono ogni angolo alla ricerca di ciò che resta del genuino spirito americano. 

«Perché il paradiso è essere io e mia moglie sulla Route 66 con una tazza di caffè, una chitarra da quattro soldi, una stanza di motel e una macchina in buone condizioni parcheggiata davanti alla porta». Tom Waits

 

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Che fine faranno i camionisti? http://www.professionecamionista.it/1907/che-fine-faranno-i-camionisti/ Fri, 07 Jul 2017 13:37:06 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1907 Il nostro futuro non è poi così lontano. Che cosa succederà ai camionisti?

Qualche tempo fa, sulla nostra pagina Facebook, ci ha scritto un camionista che tirava le somme sulla guida autonoma: «Parlano di camion che vanno da soli – diceva – e dichiarano tutti che sarà un grande progresso. Secondo me, invece, i camion saranno tutti piatti, senza cabina, per caricare il massimo possibile e noi  ce ne staremo in un angolo a fare i disoccupati!».

Era un intervento un po’ sconsolato, ma lucido, e ci è tornato in mente guardando qualche prototipo “futuribile”, progettato appunto per lavorare senza pilota. Aveva ragione il nostro lettore. Solo che lui parlava di chissà quando e invece il futuro è adesso. Che cosa sta per succedere allora? Vedremo finire il nostro mestiere? Lasceremo il camion e andremo nei campi a cogliere i pomodori (che, tra l’altro, si coglieranno  da soli)? La risposta giusta non c’è ancora, ma qualcosa si intravede…

Valorizzare la professione del camionista. Ma come?

Probabilmente ci trasformeremo. Oggi, ogni autista può guidare un solo camion, domani ne potrà controllare chissà quanti da remoto. Potrà gestire il carico, le  consegne, l’incrociarsi delle comunicazioni e delle fatturazioni, standosene seduto a casa. «Tanti camion? Ma per portare che?», chiedono i padroncini che riescono a fatica a tenersi i clienti che hanno. Ecco, il problema è qui: i clienti ci sono, perché il mercato ha sempre più bisogno di trasporti, ma bisogna andarseli prendere, dimostrando competenza e affidabilità. E soprattutto bisognerà trasformarsi da autisti in imprenditori. Proprio per questo, diventa importante fin da oggi valorizzare questa professione.

Camion che sembrano astronavi

Qualcuno ricorda come lavorava il nonno che i trasporti li faceva con un carretto. Rispetto a quel carretto, i camion di oggi sono astronavi che può guidare solo un  ecnico. E il lavoro che svolgono quei camion è infinitamente più complicato da gestire rispetto a ciò che si faceva in passato. E questo vuol dire solo che siamo  già professionisti evoluti. Basta solo rendersene conto. E tenersi pronti a questa successiva trasformazione. Certo, per gli imprenditori-autisti di domani si  perderà il piacere di annusare la propria libertà partendo ogni notte per una nuova avventura, ma ci saranno altre opportunità come veder crescere i propri figli o  passare qualche ora in più in famiglia. È il rovescio della medaglia e non è detto che sia proprio male.

Puoi leggere questo articolo anche nel nuovo numero di PROFESSIONE CAMIONISTA! In edicola da fine giugno.

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Transport Logistic: la fantascienza, oggi http://www.professionecamionista.it/1901/transport-logistic-la-fantascienza-oggi/ Wed, 28 Jun 2017 12:59:53 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1901 A Monaco di Baviera si è tenuta una fiera enorme, che ha parlato del domani e della rivoluzione digitale che cambierà il mondo dei trasporti. Ci siamo stati ed ecco quello che abbiamo visto…

Si è svolta la mostra “Transport Logistic” al Messe München di Monaco di Baviera, in Germania. È la più importante fiera biennale internazionale dedicata al settore della Logistica e del Trasporto. Quest’anno, però, la fiera è stata davvero interessante, perché ha coinvolto specializzazioni che stanno diventando sempre più importanti nella nostra vita: ingegneria del trasporto, sistemi di comunicazione e di informazione, tecnologia multimediale ecc.

Oltre 2000 espositori provenienti da tutta l’Europa e dalla Cina hanno occupato un’area di 115.000 mq suddivisa in 9 padiglioni. Considerevole anche il numero dei visitatori, oltre 60.000, che hanno rappresentato un incremento del 9% rispetto all’edizione del 2015. Ma che c’era da vedere in questi 9 padiglioni?

Nuovi protagonisti del trasporto

Punto centrale dell’evento è stata la “rivoluzione digitale”. Si parlava e si vedevano gli strumenti del networking (reti commerciali e di connessione), commercio online, industria 4.0 e Internet che hanno impresso una forte accelerazione all’evoluzione tecnologica dei trasporti e della logistica. Fino a qualche anno fa, tecnologie come la realtà aumentata, la stampa 3D, i droni per le consegne e TRANSPORT LOGISTIC 2017 Internet delle cose (Internet of Things – IoT) erano semplicemente fantascienza. Oggi la telematica, i veicoli a pilota automatico e l’elaborazione e la trasmissione dati on demand attraverso la rete sono i nuovi protagonisti del trasporto e della logistica. Ecco allora alcuni degli espositori più interessanti.

Carrier Transicold: novità sugli impianti di refrigerazione

Carrier Transicold, leader nel settore del trasporto refrigerato, era presente con l’intera gamma di impianti di refrigerazione “engineless”, ovvero senza motore, silenziosi e puliti, ad azionamento idraulico-elettrico, per rimorchi, camion e container.

Palletways: gestione semplificate

Palletways ha presentato il proprio sistema informatico, in grado di fornire informazioni digitali relative alle attività operative e ai clienti, consentendo così di ottenere, in tempo reale, lo status dei veicoli, la loro precisa localizzazione e un report completo con le diverse fasi di consegna di tutte le spedizioni, rendendo la gestione più semplice.

Queste e tutte le altre novità nel nuovo numero di Professione Camionista! In edicola. 

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FLEET ADVANTAGE: il servizio per i tuoi pneumatici http://www.professionecamionista.it/1889/fleet-advantage-il-servizio-per-i-tuoi-pneumatici/ Tue, 20 Jun 2017 08:48:46 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1889 Una gestione innovativa del parco pneumatici della tua flotta con Fleet Advantage

Fleet Advantage è la soluzione di Marangoni per la gestione del parco pneumatici delle flotte, in tutte le sue componenti, mirata a minimizzare i costi di esercizio. Il servizio offerto è il risultato dell’esperienza nel settore da parte di Marangoni sia in Italia che all’estero, insieme alle conoscenze acquisite da Fedi Gomme in oltre vent’anni di attività nel campo della consulenza, della manutenzione e del mantenimento dell’efficienza delle flotte per il trasporto merci e di persone.

Il tradizionale approccio alla vendita viene superato da soluzioni personalizzate che vedono Fleet Advantage assumersi la responsabilità per tutti gli aspetti legati alla gestione dei pneumatici della flotta.

Gli specialisti di Fleet Advantage vi aiuteranno nella scelta del prodotto più adatto, forniranno consulenza e report personalizzati in base ai vostri requisiti specifici. Oltre all’analisi costante per il monitoraggio delle prestazioni e dei consumi, l’assistenza e la manutenzione verranno svolte in loco tramite speciali officine mobili.

Vorresti una flotta più efficiente, ridurre i costi di gestione, di manutenzione, e tutti gli altri costi indiretti? Guarda il video per saperne di più e visita il sito FleetAdvantage

 

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Piovono insulti: cosa sta succedendo in Italia? http://www.professionecamionista.it/1886/piovono-insulti-cosa-sta-succedendo-in-italia/ Fri, 16 Jun 2017 13:06:27 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1886 FRASI DA GALERA E INSULTI BOLLENTI: ma ahimè, è tutto giusto. Sulla nostra pagina Facebook sono arrivati insulti per politici e sindacati che non risolvono il problema del lavoro usurante, ma ci sono anche altre gravi questioni, da affrontare in fretta!

Piovono insulti (a Governo e sindacati) che ancora non sono riusciti a prendere di petto la drammatica situazione dell’autotrasporto italiano. I guai sono tanti, ma qui, oltre al tema del lavoro usurante, ne indichiamo solo tre: 

1. La concorrenza sleale.

Quasi tutti i Paesi europei hanno cercato una soluzione e solo da noi non si è mosso niente.

2. Il problema dei salari minimi.

Se, viaggiando in Italia, gli autisti stranieri dovessero essere pagati al minimo delle nostre tariffe, il problema della concorrenza sleale sarebbe almeno in parte risolto. Solo che noi stiamo ancora discutendo delle mille sentenze dei vari Tar regionali e quindi nessuno si muove. Mentre in Francia è già tutto risolto.

3. Pagamenti più rapidi.

La legge dice  che i clienti delle aziende di autotrasporti devono saldare le fatture entro 30 giorni, ma di fatto non c’è anima viva che rispetti queste scadenze

Che cosa potrà succedere adesso? Che i camionisti si arrabbieranno di più e potrebbero scioperare bloccando del tutto l’Italia. È credibile un’eventualità del genere? Per capirlo, basta leggere tutti i vostri interventi sulla nostra pagina Facebook, che potrete trovare anche nel nuovo numero di Professione Camionista. In edicola. 

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STREET ART su camion sporchissimi http://www.professionecamionista.it/1881/street-art-su-camion-sporchissimi/ Wed, 14 Jun 2017 15:03:18 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1881 UN CONSIGLIO PER CHI CAPITA A MOSCA: BISOGNA ARRIVARCI CON UN CAMION DAVVERO SPORCO. I PIÙ FORTUNATI, POTREBBERO TORNARE A CASA CON UN’INCREDIBILE OPERA D’ARTE SU RUOTE!

Nikita Golubev è uno strano artista. Un ragazzo russo appassionato da sempre di disegno e illustrazioni, che si è fatto le ossa con opere affascinanti di ambientazione fantasy o fantascientifica, con robot e animali magici e con immagini ispirate alle grandi saghe cinematografiche, come Alien. Su Internet, sono numerose le gallerie che ospitano  i suoi lavori, e non c’è dubbio che sia un giovane di talento. Eppure, il suo successo è arrivato per merito di una serie di camion… davvero molto sporchi!

STREET ART SU MEZZI MECCANICI ISPIRATO DALLO SPORCO

Chiunque si è divertito a fare qualche scritta con un dito sulla carrozzeria di auto e camion coperti da una patina di polvere o fuliggine. E – su quei mezzi impolverati – era divertente soprattutto scriverci sopra “Lavami zozzo!”. Alzi la mano chi non l’ha mai fatto o chi non è mai stato tentato di farlo. Bene, il successo di Nikita comincia così. Solo che lui è un artista, e quindi invece che una scritta, ha sottolineato lo sporco con vere opere d’arte. «Ero nella periferia di Mosca, la città dove abito, e stavo aspettando un’amica – racconta il ragazzo. – Vicino a me c’era parcheggiato un furgone frigo che aveva i portelloni posteriori completamente ricoperti da una patina grigia di sporco, un misto di polvere e inquinamento… Non so che cosa mi sia preso. Ci ho passato sopra un dito e, un tratto dopo l’altro, alla fine mi sono accorto che avevo dipinto la faccia di uno scimmione!». Insomma, aveva realizzato, come l’avrebbero poi battezzato, il suo primo lavoro di “street art su mezzi meccanici”. E tutto per merito di un’amica in ritardo! Che però, quando è arrivata, l’ha subito spedito a casa a farsi una doccia, visto che il ragazzo, nella foga creativa, si era ricoperto anche lui di polvere nera. «Non ero molto sexy!» ride lui, mentre lo racconta. Ma in ogni caso, la foto di quel furgone, pubblicata sul web, ha subito avuto successo, e Nikita ha cominciato a fare sul serio…

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Conviene fare il Padroncino? http://www.professionecamionista.it/1876/conviene-fare-il-padroncino/ Mon, 12 Jun 2017 15:26:34 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1876 DICONO CHE LA CRISI SIA FINITA, MA LA LETTERA DI UN PADRONCINO IN DIFFICOLTÀ CI FA PENSARE A UN LAVORO SEMPRE PIÙ DIFFICILE E CHE OFFRE SEMPRE MENO SODDISFAZIONI…

Ci ha scritto un lettore, Simone Quaggio, che nella sua lettera ci dà lo spunto per una riflessione: conviene davvero fare il padroncino oggi? Simone ci racconta le sue difficoltà: «Ho 37 anni appena compiuti – dice – sono di Mariano Comense in provincia di Como. Ho iniziato a lavorare come camionista
a 20 anni, seguendo le orme di mio padre, e sono sempre stato indipendente. Trasporto mobili tra Lombardia e Veneto. Parto tutte le sante domeniche sera, faccio 600/700 km ogni giorno (3/4 viaggi a settimana) e dormo fuori in media 4 notti a settimana. Amo il mio lavoro, la mia vita da camionista, ma ora come ora la concorrenza sleale dei Paesi dell’Est Europa e le leggi sempre più restrittive mi stanno facendo passare l’entusiasmo. Le aziende dell’Est hanno più facilità di crescere a livello economico e produttivo, rispetto a quelle italiane. Se il Governo pensasse di incentivare le aziende italiane, soprattutto quelle medio-piccole, ci guadagnerebbero tutti: igiovani si avvicinerebbero di più al nostro settore e si creerebbero nuovi posti di lavoro; ma con i costi del carburante che salgono sempre di più, tasse e assicurazioni, i margini di guadagno si riducono al minimo e, automaticamente, si perde terreno con la concorrenza dell’Est. Ci sono dei giorni che me lo domando: “Ma se tornassi indietro, lo farei ancora questo lavoro?”. Nonostante, a distanza di 16 anni, mi piaccia ancora molto, non lo so più, perché come padroncino faccio molti sacrifici che ormai non mi vengono più ripagati!».

Ha ragione il nostro amico? Abbiamo chiesto il parere di Salvatore Petrucciani, esperto di impresa.

IL PADRONCINO CONVERREBBE SE…

«Teoricamente – ci dice Petrucciani – quella del padroncino, in Italia, potrebbe essere un’attività redditizia, perché la stragrande maggioranza del movimento merci avviene su gomma. Oggi, però, rimanere a galla è difficile. Uno dei motivi principali è che la microimpresa o l’impresa a livello familiare è poco agevolata gia a livello amministrativo che fiscale. La recente riforma del diritto societario prevede procedure per la realizzazione della microimpresa notevolmente più snelle rispetto al passato, ma, dal punto di vista fiscale e gestionale, la situazione resta ancora complessa».

Leggi l’articolo completo nel numero 226 di PROFESSIONE CAMIONISTA! Il numero di Giugno ti aspetta in edicola. 

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RENAULT presenta il K XTREM http://www.professionecamionista.it/1873/renault-presenta-il-k-xtrem/ Thu, 08 Jun 2017 13:29:07 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1873 PRESENTATO IN MAROCCO IL RENAULT TRUCKS K XTREM CAVA CANTIERE. PROGETTATO PER GLI USI PIÙ GRAVOSI SU TERRENI ESTREMI, È PERFETTO ANCHE PER GLI SCENARI PIÙ COMPLICATI…

Si sono tenuti a Marrakech, antica e affascinante città al centro del Marocco, gli Xtrem Days di Renault Trucks. I suoi dintorni, caratterizzati a nord dai paesaggi montuosi dell’Atlante e a sud dalle distese di sabbia e pietre che scivolano verso il deserto, sono stati lo scenario perfetto su cui testare i K Xtrem. Questa gamma, infatti, è stata progettata anche per le missioni più difficili in Africa e Medio Oriente. 

TELAIO RINFORZATO

Concepito per resistere agli usi più gravosi, il Renault Trucks K Xtrem si distingue per  il telaio ancora più robusto e per il cambio robotizzato Optidriver Xtrem, con meccanica rinforzata per resistere alle applicazioni più impegnative. Grande l’interesse tra i professionisti del trasporto e del settore edile, non solo nordafricani, invitati all’evento per discutere con gli esperti di Renault Trucks. Tra i vari workshop, il più apprezzato è stato quello dedicato alla riduzione dei costi di esercizio dei trasportatori, mentre hanno destato molto interesse i test sui veicoli delle gamme C e K

“MUSCOLI” E TECNOLOGIA

Renault Trucks K Xtrem ha mostrato a tutti le sue qualità nel campo dell’estrazione mineraria, dell’utilizzo in aree forestali, del trasporto pesante e movimento terra, con una marcia in più per l’uso su terreni estremi. In particolare, i tecnici Renault hanno sottolineato:

• il nuovo Cambio Optidriver Xtrem dedicato agli usi gravosi;
• le sospensioni rinforzate a 4 lame paraboliche fino a 32 ton;
• i rinforzi longheroni da 8 mm su tutta la lunghezza del telaio;
• le protezioni in acciaio sui componenti esposti agli urti;
• i nuovi paraurti 100% acciaio
• i bloccaggi inter-ruote e inter-ponti su tutti i modelli. 

Tutte soluzioni che convergono verso lo stesso obiettivo: rendere ancora più forti e sicuri i suoi componenti, interni ed esterni, che sono stati rigorosamente testati per portare a termine le missioni più impegnative.

Leggi l’articolo completo nel numero 226 di PROFESSIONE CAMIONISTA! In edicola.

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FIAT sceglie CHUCK NORRIS: fra cult e scazzottate http://www.professionecamionista.it/1870/fiat-sceglie-chuck-norris-fra-cult-e-scazzottate/ Mon, 05 Jun 2017 15:13:44 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1870 Chuck Norris, anche dopo anni dalla fine della celeberrima serie Walker Texas Ranger, resta un idolo e simbolo di forza. Così, grazie alla sua fama, è stato scelto come nuovo testimonial di Fiat Professional: una campagna pubblicitaria che sarà lanciata alla fine di giugno.

L’attore americano, promuoverà i valori della Fiat al 100%, così dice il comunicato: «Chuck Norris incarna i valori del brand Fiat Professional: determinazione, affidabilità, dinamismo, competenza e vicinanza al cliente. Inoltre, da un test condotto a livello europeo, risulta essere il miglior testimonial in termini di rilevanza, affinità e gradimento per i clienti “professional”»

Oggi, Chuck è particolarmente famoso su internet e spopola sui social, con 12 milioni di risultati su Google, e più di 800mila su Youtube. Senza contare l’infinito numero di approvazioni su Facebook e fan da mezzo mondo, ben 45 Paesi a seguirlo avidamente. Così, l’idolo delle scazzottate diventerà il volto della Fiat per la produzione di furgoni e veicoli da lavoro.

Gli spot, saranno trasmessi in Europa, Africa e Medio Oriente!

 

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PORTAL: il camion a idrogeno http://www.professionecamionista.it/1865/portal-il-camion-a-idrogeno/ Thu, 01 Jun 2017 15:17:06 +0000 http://www.professionecamionista.it/?p=1865 POTREBBE ESSERE UN MEZZO COMODO, POTENTE, CHE NON INQUINA, MA L’IDROGENO È PERICOLOSO PERCHÉ PRENDE FUOCO COME NIENTE. ORA, PERÒ, TOYOTA HA RISOLTO IL PROBLEMA…

È un concept truck straordinario, che si chiama Portal, va a idrogeno e ormai è così avanti da essere molto vicino alla produzione in serie. Il prototipo, firmato  Toyota, è stato presentato di recente davanti alle autorità del porto di Los Angeles, che sono molto interessate alla prospettiva di ridurre le emissioni inquinanti.

Ma come funziona un motore a idrogeno? Semplice, in questo caso è come un motore elettrico, solo che l’energia si produce attraverso la reazione dell’idrogeno  con l’ossigeno in una pila a combustibile. Detta così è facile, ma dietro c’è una tecnologia da brividi e anche qualche altro “problemino”…

Foto via: www.europa-camion.it

TECNOLOGIA COMPLESSA

Il Portal è alimentato da un sistema che abbina la tecnologia delle celle a combustibile a quella Hybrid, il Toyota Fuel Cell System, ma a differenza delle auto,  muove una massa di 36 tonnellate. È dotato, cioè, di un motore elettrico in grado di sviluppare l’equivalente di 670 cv, alimentato da una coppia di celle a  combustibile e da una batteria da 12 kWh.

SERBATOI A TRE STRATI

L’idrogeno è contenuto all’interno di serbatoi con una struttura a tre strati, realizzata in plastica rinforzata con fibra di carbonio, mentre altri materiali  consentono la conservazione del gas a una pressione di 700 bar. I serbatoi di idrogeno del prototipo permettono un’autonomia di circa 320 km, ma per il futuro si  potizzano riserve superiori con autonomie pari, se non superiori, a quelle dei camion a gasolio adibiti a trasporti su lunghe distanze.

ALTAMENTE INFIAMMABILE

Toyota crede molto nello sviluppo di questa tecnologia, perché l’idrogeno è l’elemento chimico più abbondante dell’universo. È presente nell’acqua, in tutti i  composti organici e negli organismi viventi. A pressione atmosferica e a temperatura ambiente, l’idrogeno si trova sotto forma di gas. È incolore, inodore, insapore e – attenzione! – altamente infiammabile. Il problema è tutto qui, perché gestire l’idrogeno è pericoloso. Però, una volta compresso, possiede una densità energetica maggiore rispetto alle tradizionali batterie agli ioni di litio ed è relativamente semplice da conservare e trasportare. In poche parole, il motore a idrogeno è più efficiente dei tradizionali motori a combustione e non produce né CO2 né altri agenti inquinanti.

Leggi di più nell’articolo completo nel nuovo numero di Professione Camionista! In edicola!
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