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Vincenzo Miele Trasporti: eccellenza atipica

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Un’azienda in controtendenza sta facendo molto successo: un caso da studiare

La Vincenzo Miele Trasporti è un’azienda importante, con sede nei pressi di Napoli: 75 mezzi di cui 20 Scania appena comprati (10 sono già sul piazzale e  altri 10 sono in arrivo). La sua storia rivela un’eccellenza atipica per il mercato italiano, che indica una strada originale per fare questo mestiere e ci permette di  conoscere una famiglia di imprenditori che hanno molto da dire. Per conoscerla meglio, parliamo con Salvatore Miele che, con il fratello Ciro e un bel numero di  nipoti, gestisce l’azienda.

Un’eccellenza tutta italiana

«Noi – ci spiega Salvatore – facciamo trasporto container e abbiamo tre sedi nella zona del porto di Napoli. Tra i nostri clienti c’è per esempio MSC Crociere, per  la quale gestiamo anche il terminal vuoti ma, per gestire bene il lavoro, ci siamo distribuiti i compiti. Mio fratello Ciro è l’operativo, che si occupa dei viaggi e dei  mezzi, mentre io curo gli aspetti commerciali, i servizi finanziari e i clienti. In più, però, ci sono i tre figli di Ciro, che sono già inseriti nell’organico, e mio figlio,  che è ancora giovane e sta cominciando a darsi da fare. Si chiama Vincenzo, come mio zio, che ha dato un grande slancio all’azienda e che ci ha cresciuto. È stato  proprio lui, zio Vincenzo, con nostro padre Domenico, a cominciare tutto, nel 1947, con un Bianchi Mediolanum. Io e Ciro siamo arrivati dopo. Quando abbiamo  cominciato, nel 1987, avevamo 12 o 13 camion, ma anticipando le scelte, per trovarci sempre pronti, impegnandoci su ogni dettaglio, alla fine siamo cresciuti».

L’innovazione della Vincenzo Miele Trasporti

Uno dei punti più interessanti dell’attività di Ciro e Salvatore è la loro disponibilità all’innovazione. Oggi Salvatore ride, ma racconta di quando, nel 1987, comprò  er primo un computer. «Mi costò 25 milioni di lire – dice – (un’esagerazione!) ed era grande come una lavatrice, però fece il suo lavoro e mi aiutò a  conoscere con precisione i costi dell’azienda. L’innovazione, però, non è solo usare un computer, ma, per esempio, sono le certificazioni di qualità. Noi le  abbiamo ottenute quando qui al Sud nemmeno se ne parlava. Anche dal punto di vista sindacale, siamo stati tra i primi. Appena ne abbiamo avuto la possibilità,  siamo ricorsi subito ai contratti di secondo livello, per una contrattazione aziendale mirata a far star bene i nostri dipendenti. E oggi siamo impegnatissimi nel  campo del welfare, per garantire a tutti una vita più facile».

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