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Che fine faranno i camionisti?

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Il nostro futuro non è poi così lontano. Che cosa succederà ai camionisti?

Qualche tempo fa, sulla nostra pagina Facebook, ci ha scritto un camionista che tirava le somme sulla guida autonoma: «Parlano di camion che vanno da soli – diceva – e dichiarano tutti che sarà un grande progresso. Secondo me, invece, i camion saranno tutti piatti, senza cabina, per caricare il massimo possibile e noi  ce ne staremo in un angolo a fare i disoccupati!».

Era un intervento un po’ sconsolato, ma lucido, e ci è tornato in mente guardando qualche prototipo “futuribile”, progettato appunto per lavorare senza pilota. Aveva ragione il nostro lettore. Solo che lui parlava di chissà quando e invece il futuro è adesso. Che cosa sta per succedere allora? Vedremo finire il nostro mestiere? Lasceremo il camion e andremo nei campi a cogliere i pomodori (che, tra l’altro, si coglieranno  da soli)? La risposta giusta non c’è ancora, ma qualcosa si intravede…

Valorizzare la professione del camionista. Ma come?

Probabilmente ci trasformeremo. Oggi, ogni autista può guidare un solo camion, domani ne potrà controllare chissà quanti da remoto. Potrà gestire il carico, le  consegne, l’incrociarsi delle comunicazioni e delle fatturazioni, standosene seduto a casa. «Tanti camion? Ma per portare che?», chiedono i padroncini che riescono a fatica a tenersi i clienti che hanno. Ecco, il problema è qui: i clienti ci sono, perché il mercato ha sempre più bisogno di trasporti, ma bisogna andarseli prendere, dimostrando competenza e affidabilità. E soprattutto bisognerà trasformarsi da autisti in imprenditori. Proprio per questo, diventa importante fin da oggi valorizzare questa professione.

Camion che sembrano astronavi

Qualcuno ricorda come lavorava il nonno che i trasporti li faceva con un carretto. Rispetto a quel carretto, i camion di oggi sono astronavi che può guidare solo un  ecnico. E il lavoro che svolgono quei camion è infinitamente più complicato da gestire rispetto a ciò che si faceva in passato. E questo vuol dire solo che siamo  già professionisti evoluti. Basta solo rendersene conto. E tenersi pronti a questa successiva trasformazione. Certo, per gli imprenditori-autisti di domani si  perderà il piacere di annusare la propria libertà partendo ogni notte per una nuova avventura, ma ci saranno altre opportunità come veder crescere i propri figli o  passare qualche ora in più in famiglia. È il rovescio della medaglia e non è detto che sia proprio male.

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