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Perché il mestiere del camionista non è classificato come “usurante”?

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Camionista: lavoro usurante o gravoso?

Nel numero scorso abbiamo pubblicato una precisazione che spiega come fare il camionista sia considerato un lavoro usurante, ma… mica tanto. Infatti, dal 1° maggio 2017, gli autisti nati tra il 1951 e il 1953 possono smettere di lavorare, però senza diritto alla pensione. In cambio, possono usufruire dell’APE agevolata, cioè di un prestito dello Stato che è una specie di pensione. 

È la stessa cosa, intendiamoci: che sia chiamata in un modo o nell’altro, il risultato è sempre quello. Però, c’è qualcosa che non funziona. E in molti se ne sono accorti e gli autisti e i padroncini che ci hanno scritto sulla nostra pagina Facebook, lo hanno detto chiaramente. 

Giuseppe Spara – per esempio – protesta: «Come si fa a dire che il camionista non è un lavoro usurante? Perché stiamo sempre o quasi seduti? Soffriamo di stress psicologico dovuto al traffico, di patologie gravose a carico della schiena e degli arti inferiori, di stress visivo e uditivo, di patologie da inquinamento, per non parlare del rischio triplicato di rimanere vittime di incidenti rispetto a un comune automobilista. Mi dimentico qualcosa?».

Forse sì… Infatti, secondo Fran Elo Stralis, «C’è anche chi si rompe la schiena a caricare e scaricare la merce che trasporta!». E questo non è un dettaglio.

Ma c’è anche una questione che riguarda l’orario di lavoro. Angelo Di Castro dice: «Non è sufficiente lavorare 15 ore al giorno perché un lavoro sia usurante? In ufficio fanno 8 ore al fresco d’estate e al caldo d’inverno…». 

Sembrano osservazioni legittime, che vengono dall’esperienza di chi questo lavoro lo fa tutti i giorni. Infatti, Claudio Del Regno scrive: «Basta venire con noi una settimana e tutto sarà più chiaro!».

Invece, con un incredibile, immotivato giro di valzer, il mestiere del camionista è stato classificato come “gravoso”. È solo una questione di parole, ma perché guidare un autobus è usurante e guidare un camion no? La verità è che le parole sono importanti, soprattutto quando nascondono la realtà.

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