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La terra trema e due camionisti dal grande cuore corrono in soccorso

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DUE AMICI HANNO PORTATO SOCCORSI ALLE POPOLAZIONI TERREMOTATE: È STATO UN VIAGGIO TRA MACERIE E DOLORE, CHE HA FATTO EMERGERE IL GRAN CUORE DEI CAMIONISTI…

Sono partiti alle sei di mattina da Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, hanno attraversato la Toscana e l’Umbria e sono arrivati prima a Poggio Mirteto e poi direttamente ad Amatrice. Hanno scaricato gli aiuti e sono tornati a casa quella stessa notte all’una. Sono Fabio Orlacchio e Maurizio Giunti, due amici dell’A.I.T.E. che avevamo conosciuto quando avevano portato un vecchio 682 N4 da Messina fino al loro paese, in Toscana. Questa volta, però, il motivo per cui sono partiti non era la nostalgia, ma il sisma che, dal 24 agosto del 2016, ha devastato in più riprese quelle terre sfortunate.
Tutto comincia da Fabio che collabora con l’Associazione Io Non Crollo, che ha sede a Camerino (Macerata). Il nostro amico – come tutti – è rimasto colpito dal terremoto e vuol darsi da fare. Così, i responsabili dell’Associazione gli propongono di portare un carico di fieno, una stufa e vari bancali di pellet a Poggio Mirteto, a due passi dalle zone terremotate, dove c’è una sede locale di Io Non Crollo. Così, Fabio parte e con lui va anche Maurizio Giunti, che ci ha raccontato questo viaggio nella sofferenza, tra macerie, disperazione e solidarietà.

UN VIAGGIO MASSACRANTE

«Il merito – spiega Maurizio – è tutto di Fabio, che ha una sua azienda, la Orlacchio Trasporti, e che ha messo a disposizione il suo Actros 2551, è andato a Brescia e ha camminato per 850 km pagando di tasca sua il gasolio. Io l’ho accompagnato e gli ho dato il cambio quando finivano le ore. È stato un viaggio massacrante, ma anche un’esperienza forte che non dimenticheremo più».

La prima tappa è a Poggio Mirteto. Fabio e Maurizio scaricano la stufa e i pellet e si fermano con i volontari per qualche minuto di riposo. E lì vengono a sapere che il fieno va portato a un contadino di Amatrice che ha diverse mucche, la stalla distrutta dal sisma e non può abbandonare i suoi animali. E allora Fabio e Maurizio ripartono questa volta per una spedizione nel centro del disastro.

«Pioveva – racconta ancora Maurizio – c’erano marciume dappertutto e fango, ma noi abbiamo avuto una grande soddisfazione, perché un conto è dare qualche euro con una telefonata, senza vedere le facce delle persone che hanno bisogno di te, e un conto è portare aiuto con le tue mani. E la differenza c’è!».

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Foto via: www.meteoweb.eu

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