Articoli

ATTENTION ASSIST: quando la stanchezza a bordo diventa un pericolo

on

LE CONOSCIAMO COME “ATTENTION ASSIST”, SONO LE TECNOLOGIE CHE ANALIZZANO LO STILE DI GUIDA DEGLI AUTISTI E CI DICONO QUANDO LA STANCHEZZA DIVENTA UN PERICOLO. VEDIAMO COME FUNZIONANO

In principio fu una ricerca del Dipartimento per la Sicurezza dei Trasporti degli Stati Uniti, che sottolineava come, nel 52% dei casi, gli incidenti che vedevano coinvolti i veicoli commerciali potevano essere imputati alla stanchezza dei conducenti. Uno studio successivo diede un’altra informazione fondamentale: gli autisti stanchi non si fermavano. Al contrario, acceleravano, perché avevano ancora più fretta di arrivare per potersi finalmente riposare. Dunque, non erano in grado di comprendere quanto fosse pericolosa la loro stanchezza. Erano informazioni che non potevano essere ignorate.

TELECAMERE E SENSORI

Da allora, le ricerche per una tecnologia efficace nel riconoscere e valutare la stanchezza degli autisti (non solo di camion) non si sono mai fermate. Volvo con il Driver Alert Control, Mercedes con l’Attention Assist e Volkswagen (e quindi MAN) con il Fatigue Detection, sono in prima linea. Ognuna di queste tecnologie ha le proprie specificità, ma tutte considerano fondamentali la posizione e il movimento degli occhi, perché quel che l’occhio percepisce ha un effetto immediato sul volante. Così, questi dispositivi monitorano la posizione della testa del guidatore, il modo in cui si muove lo sguardo, la frequenza con cui si sbattono le ciglia e tutti i movimenti, anche minimi, trasmessi al volante. Ma non basta, perché ricerche più approfondite hanno portato allo sviluppo di un algoritmo complesso che analizza contemporaneamente 70 diversi parametri, considerati segnali di allarme collegabili alla fatica.

I software più moderni prevedono sensori e videocamere in grado di rilevare lo stile di guida e il posizionamento del guidatore

Tutti insieme, questi sistemi analizzano lo stile di guida per ogni autista, che viene usato come punto di riferimento, in modo da potere controllare individualmente, per ogni autista, i comportamenti inaspettati. Quando il computer di bordo rileva una differenza sostanziale dallo stile di guida normale, per esempio un’andatura a zig zag, oppure una riduzione significativa della distanza di sicurezza, il sistema paragona questi comportamenti con tutti gli altri indicatori considerati pericolosi.

Solo l’insieme delle informazioni fa scattare un eventuale allarme acustico e visivo, con l’invito a lasciare la guida e riposare. Perché vanno bene il lavoro e le consegne puntuali, ma tornare a casa la sera è sempre la cosa più importante, e ben venga la tecnologia, se ci rende la strada più sicura.

Leggi l’articolo completo sul nuovo numero di PROFESSIONE CAMIONISTA! In edicola dal 30 marzo. Tantissimi consigli utili e curiosità sul mondo dei truck.

Foto via: coganpower.com/blog/driver-fatigue-basic-physics-the-aftermath-of-falling-asleep-while-driving-a-tractor-trailer-weighing-80000-pounds/

Commenta via Facebook

Consigliati per te

You must be logged in to post a comment Login