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La nuova frontiera delle distrazioni al volante

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Sappiamo benissimo che le distrazioni al volante costituiscono un grosso rischio, soprattutto se parliamo di mezzi pesanti, che possono causare gravi o gravissimi incidenti. Ad oggi, un autista è soggetto a migliaia di distrazioni che distolgono facilmente la sua attenzione dalla strada. Alcuni esempi? I navigatori satellitari, o gli smartphone, che ognuno di noi ha in tasca.

In questi giorni, è stata resa nota una ricerca inglese che dice che, oltre alle distrazioni che già conosciamo, ce ne sono altre che possono essere indotte da elementi a prima vista innoqui e impensabili, come ad esempio odori o profumi particolari, non solo, persino i sapori di alcuni cibi che mangiamo durante un tragitto.

Lo studio inglese in particolare ha dimostrato che alcune aree del cervello rispondo in maniera diversa ad alcuni aromi, e gli effetti possono essere sia positivi che negativi rispetto al proprio comportamento alla guida, diventando una fonte di distrazione da non sottovalutare.

Il test è stato eseguito con un apparecchio in grado di captare le espressioni facciali, i movimenti degli occhi, e il battito cardiaco, su mille individui, messi al volante per quarantacinque minuti. L’esito del test ha dimostrato che, ovviamente, ogni persona reagisce a proprio modo ad un determinato stimolo. Alcuni individui sembrano aver tratto giovamento da alcuni profumi, altri sono stati irritati dalla stessa identica fragranza, così come il cibo ha scaturito reazioni diverse. L’obiettivo del test vorrebbe protare alla realizzazione di un sistema da inserire in cabine ed automobili che che sia reattivo agli stati d’animo, in modo da mantenere costante il livello di serenità e concentrazione. Il sistema, incredibilmente tecnologico, dovrebbe essere in grado di cogliere qualsiasi mutamento, dalla sonnolenza causata da un determinato cibo, al nervosismo causato da un aroma o un fattore disturbante presente vicino al guidatore. La Hyundai, al momento, sta lavorando ad un abitacolo sensibile e ne ha presentato un primo prototipo al CES di Las Vegas.

Per sapere se questa “rivoluzione” porterà ad un finale concreto, dovremo aspettare i risultati dei prossimi mesi, o forse anni.

Foto via: chelsiegarzalaw.com

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