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L’ECG SULLE RUOTE- Sicurezza in cabina

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COME SI PREVENGONO I MALORI AL VOLANTE? STANDO SEDUTI. L’IMPS DI DRESDA, IN GERMANIA, HA MESSO A PUNTO UN SEDILE CHE MONITORA IN
TEMPO REALE LE NOSTRE CONDIZIONI DI SALUTE

Le cronache locali raccontano spesso di camionisti che vengono colti da malori improvvisi. E il più delle volte la colpa è del “logorio della vita moderna” o del cuore messo a dura prova dallo stress di un lavoro duro come quello del camionista.
Da tempo ormai le Case costruttrici stanno cercando di trovare un rimedio a queste situazioni. Fino ad oggi si è fatto molto per prevenire, ad esempio, i colpi di sonno.
Però, prevenire un infarto è veramente difficile. Che cosa possiamo fare,
allora? Sembra che una soluzione alla fine sia stata trovata: basta stare seduti.
Possibile? Naturalmente no, c’è molto di più.

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UNA RICERCA EUROPEA
Recentemente, i ricercatori del Fraunhofer Institute Photonic Microsystems (IPMS) di Dresda, in Germania, il più grande centro europeo di ricerca applicata, hanno messo a punto un dispositivo che consente di monitorare costantemente l’attività cardiaca dell’autista tramite elettrocardiogramma (ECG). Integrato nel sedile di guida, il sistema traccia l’elettrocardiogramma del conducente durante ogni viaggio per rilevare rischi medici e prevenire gli incidenti. Insomma, noi guidiamo e a monitorare le nostre condizioni ci pensa il sedile su cui viaggiamo.

NON INVASIVO
«Il dispositivo di misurazione ECG cognitivo – spiega Andreas Heinig, Project Leader presso l’IPMS – non è invasivo e funziona sullo stesso principio di un elettrocardiogramma normale. La differenza è che gli elettrodi non sono attaccati alla pelle, ma piuttosto il contatto tra l’elettrodo e la superficie del corpo è stabilito attraverso strati di vestiti. Il segnale viene trasmesso su piastre metalliche integrate nel sedile del conducente che formano un condensatore con la superficie del corpo».

SEGNALI D’ALLARME
Il sistema, che al momento è ancora in via di sviluppo, utilizza i dati raccolti dall’ECG per avvisare l’autista, con segnali acustici e visivi, che qualcosa non va. Se l’avviso viene ignorato, interviene il sistema di info telematica del veicolo per attivare i vari di- spositivi di controllo e arrestare il mezzo e, magari, farlo accostare al lato della strada. Inoltre il sistema potrebbe essere collegato, nel caso di una flotta, al centro di controllo o alle istituzioni di soccorso stradale.

ANCHE LA FORD
L’idea di salvaguardare la vita dei conducenti sulla strada non è nuova. Per le sue auto, la Ford sta lavorando su un sistema di sicurezza di questo genere in collaborazione con l’European Research Centre di Aachen, ma ci mette anche qualcosa di più: un vero e proprio sistema di telemedicina che consente di far esaminare i dati raccolti da un software gestito da medici specializzati. Il sedile è stato presentato nel 2014 ed è in grado di rilevare le improvvise irregolarità del battito cardiaco, mentre una macchina fotografica, che lavora in simultanea con l’ECG, studia i movimenti dell’autista (ad esempio, se il conducente si accascia). In questo modo si può intervenire prima di un infarto e prima di un incidente. Resta solo un dubbio: quanto cosa un sedile del genere?
E lo passerà la ASL?

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