Featured

COME FARE IL CAMIONISTA IN USA

By

on

NON È FACILISSIMO, MA CON UN PO’ D’INGLESE E SOPRATTUTTO TANTA GRINTA, SI PUÒ FARE. ECCO TUTTO QUELLO CHE SERVE PER TRASFERIRSI E LAVORARE COME TRUCK DRIVER NEGLI STATI UNITI

È capitato a tanti di sognare di piantare baracca e burattini.
Qualcuno ha pensato anche di mettersi al volante di quei bellissimi musoni cromati che
viaggiano sulle highway americane, ma che cosa bisogna fare per realizzare un sogno così magico?
La strada è difficile, ma con molta determinazione e con i consigli giusti, si può fare.
Ci sono però due condizioni alle quali non si scappa: bisogna sapere l’inglese e ci vuole un visto. E qui, spieghiamo tutto…

usa-missouri-route-66-pacific-area-a-beautifully-decorated-truck-c824d6

IL VISTO DI LAVORO TEMPORANEO
La legislazione USA in materia di immigrazione prevede alcune categorie di visti di
“non immigrazione” per coloro che desiderano lavorare solo per un periodo temporaneo negli States.
Per una professione come il camionista è previsto un visto di tipo “H”.
Condizione necessaria è che si parta dall’Italia già con una richiesta di lavoro di una ditta americana, ovvero un Labor Attestation temporaneo approvato dal Ministero del Lavoro degli U.S.A.
Come facciamo? Se non si conosce nessuno negli Stati Uniti (ma sarebbe meglio avere un aggancio), si possono consultare alcuni siti dove datori di lavoro e agenzie postano le nuove offerte e forniscono informazioni su come inviare la propria candidatura.

I DOCUMENTI NECESSARI
Dopodiché il datore di lavoro statunitense deve presentare il modello I-129 al US Citizenship and Immigration Service.
In questo modulo si richiede l’ammissione del lavoratore sul territorio USA. Se approvata, la domanda d’ammissione sarà inoltrata al consolato di competen- za. Presso il consolato americano in Italia, prima di partire bisognerà presentare la seguente documentazione:
modulo di richiesta visto DS-160;
passaporto valido;
una foto tessera;
ricevuta di pagamento della tariffa
consolare presso banca BNL;
modello I-797 originale rilasciato
dall’Ufficio Immigrazione negli USA.

LA GREEN CARD
La Green Card, cioè il Permesso di Soggiorno per chi intende stabilirsi negli USA, consente di accedere ai servizi di sanità e istruzione, anche se non si ha una vera e propria cittadinanza americana. I “residenti permanenti” (cioè tutti quelli in possesso di Green Card) non hanno diritto di voto o di essere eletti a cariche istituzionali, però devono pagare le tasse come un qualsiasi cittadino americano. Per ogni Stato esiste una quota massima di Green Card disponibili. Si può ottenere o con un lavoro o con il ricongiungimento familiare o (attenzione!) attraverso una lotteria: la Diversity Visa Lottery.

IL LAVORO
Innanzitutto bisogna avere uno “sponsor”, cioè un datore di lavoro che richieda di utilizzare le nostre competenze. Per avviare le pratiche di richiesta della Green Card è necessario quindi un contratto di assunzione, ma non solo, bisogna possedere i requisiti richiesti dalla legge e superare una visita medica. Il procedimento è lungo e può durare anche sino a due anni.

IL RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE Un “residente permanente” o un cittadino americano possono sponsorizzare un parente o il coniuge per la Green Card.
Il tempo di svolgimento della pratica dura a seconda del grado di parentela.
Va avanti poco per il marito o la moglie, ci vogliono anni per genitori o fratelli. Occhio, perché sposare gli americani per la Green Card non è consigliabile:
i funzionari dell’ufficio immigrazione sono molto attenti su questo tipo di operazioni più o meno piratesche!

LA LOTTERIA
La Green Card si può ottenere anche at- traverso la lotteria, la “Diversity Visa Lottery”. Per partecipare basta registrarsi sull’apposito sito internet del Dipartimento di Stato americano. La partecipazione è gratuita. I requisiti sono minimi. Basta far parte di uno Stato aderente al programma (l’Italia partecipa), avere un diploma di scuola superiore, essere maggiorenni, non avere problemi psichici e non aver subìto nessuna condanna penale.

GUIDARE NEGLI STATI UNITI
Una volta ottenuto il permesso di soggiorno, dobbiamo preoccuparci della guida.
Niente di più facile. Nel caso di un lavoro temporaneo (con un limite di 90 gg), può andar bene anche la patente italiana con l’obbligo di portare con sé anche la patente internazionale, cioè un permesso di guida all’estero con i dati del documento originale in inglese.
Si richiede alla nostra motorizzazione prima della partenza.
Se invece dobbiamo lavorare a tempo indeterminato, occorre prendere la patente USA.
E, per questo, ci vuole la Green Card.
Per il camion, come per le automobili, tutti i documenti e le prenotazioni per la scuola guida si fanno online tramite il sito della DMV (Department of Motor Vehicles, che corrisponde alla nostra Motorizza- zione Civile).
Si va sul sito internet della DMV, che per ogni stato ha un nome diverso, e si scaricano il manuale per la teoria (150 pagine per i camion) e tutti i moduli da compilare.
A questo punto, alcuni Stati richiedono una visita medica di routine, altri, tra cui il New Jersey nemmeno quella. Direttamente presso gli uffici della DMV verrà effettuato il controllo della vista.
L’esame di teoria si prenota e si esegue online, altrimenti presso una sede della DMV. Il test consiste in 40 domande a cui si dovrà rispondere vero o falso.
Poi, sempre online, si prenota l’esame di pratica presso un Driver license office. All’esame ci si può presentare con il camion della ditta per cui si dovrà lavorare oppure si usufruisce di un mezzo messo a disposizione dalla DMV. Dopo aver superato la prova pratica, la patente verrà inviata direttamente a casa entro 30 giorni. Il costo varia da Stato a Stato. E adesso, buon viaggio e auguri!

Commenta via Facebook

You must be logged in to post a comment Login